Dalle pagine del Corriere della Sera, edizione Milano, il critico d'arte Antonio Grulli propone una soluzione alternativa per lo stadio di San Siro allo scopo di preservarlo dalla demolizione, come nelle intenzioni di Inter e Milan: "San Siro è lo stadio di calcio più importante al mondo. Nemmeno il Bernabéu di Madrid o il Camp Nou di Barcellona eguagliano la Scala del calcio. Abbandonare uno stadio unico, seppur datato e pieno di difetti, per costruire una struttura che rischia di somigliare a un centro commerciale qualsiasi, identica a quelle che possiamo trovare in ogni parte del mondo, mi sembra una scelta priva di senso anche da un punto di vista commerciale. È facile immaginare che dopo pochi anni si finirà per rimpiangere la vecchia struttura", sostiene Grulli. Che poi lancia la sua proposta: "Prendiamolo noi, nel senso di comunità dell’arte contemporanea, italiana e non. Prendiamo San Siro e trasformiamolo nel museo dell’arte contemporanea di oggi e di domani di cui Milano ha tanto bisogno".

"Non ci sarebbe al mondo nulla di più iconico"

Grulli rinforza le motivazioni della sua proposta: "Al mondo non esisterebbe nulla di più iconico, soprattutto in un momento come questo in cui la maggior parte dei nuovi musei d’arte costruiti nel mondo non brilla per originalità. Un museo inserito in una struttura i cui quattro angoli ripropongono la metafora della forma elicoidale, la stessa che ha reso unico uno spazio come il museo Guggenheim di New York. Vicino al nuovo stadio — qualora venisse costruito nella stessa area come sembra — avrebbe, tra partite e mega eventi, sempre un flusso costante di pubblico. Se anche soltanto una piccola percentuale delle decine di migliaia di persone accorse per il calcio o i concerti decidesse di visitare il museo si tratterebbe comunque di un indotto enorme. Il museo sarebbe già dotato di tutte le infrastrutture necessarie per accogliere i visitatori. Le due realtà potrebbero dare vita a forme di collaborazione da cui entrambe uscirebbero vincitrici. Coinvolgiamo, magari attraverso un concorso di idee e progetti, architetti giovani e meno giovani ma di livello internazionale: una struttura così leggendaria non merita di meno. Apriamo ora una nuova stagione, in cui lo sport più amato del mondo entri in dialogo con l’arte. Potrebbe essere un impulso positivo anche per un calcio italiano spesso percepito come in crisi, basti vedere il modo in cui l’arte è riuscita dare nuova linfa alle nostre aziende del made in Italy. Chissà che da questa unione non nascano anche nuove ispirazioni e nuove forme di creatività".

Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 16:06
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.