"Non sono stati fatti passi in avanti. Se nel 2024 il portiere del Milan si trova a dover abbandonare il campo, vuol dire che non è cambiato nulla sul tema degli insulti razzisti. È una vergogna. Io capisco cos’ha provato. Sto collaborando con la Fifa per il problema del razzismo e per la salute mentale dei giocatori per dargli una mano perché tutti pensano che, siccome sono ricchi e famosi, i giocatori non abbiano problemi. Ne conosco tanti che soffrono di depressione: anche io ne ho sofferto, anche se non lo davo a vedere in campo". Così Kevin-Prince Boateng risponde a Tuttosport sul tema del razzismo. 

"Il problema è che parlano sempre e solo i giocatori di colore. Abbiamo bisogno di tutti. Perché se si parla della guerra in Ucraina o a Gaza, siamo in prima linea tutti a dire che son cose che devono smettere d’esistere. Anche sul razzismo c’è necessità che ci mettano la faccia tutti - dice Boateng - Il tifoso daspato a vita? Un gesto molto importante, perché hanno agito senza aspettare nessuno. Devono essere appoggiati. Inoltre hanno segnato una linea di demarcazione fondamentale perché, adesso, chi farà meno di quello che hanno fatto loro, avrà sbagliato a livello di sanzioni".

Inoltre, secondo Boateng, se ci fosse la regola del 3-0 a tavolino, "non lo farebbe più nessuno per non far perdere la squadra del cuore. Un turno a porte chiuse non serve a molto. Servono riscontri oggettivi con telecamere e microfoni per prendere subito chi fa queste cose e lasciarlo fuori dagli stadi per sempre".

Sezione: News / Data: Mer 24 gennaio 2024 alle 20:58
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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