Come l’anno scorso, è arrivata la fatidica ultima settimana di giugno in casa Inter. Siete pronti per una trafila di plusvalenze che scuoteranno l’ordine costituto del pianeta Terra? Manca poco e i nodi verranno al pettine e si capirà quanto margine avrà l’Inter sul mercato per la stagione 2019/20. Le operazioni imbastite ormai sono note: c'è il canale aperto con il Genoa, le trattative con Sassuolo, Roma e Atalanta rispettivamente per Gravillon, Vergani e Burgio, oltre alla cessione (con diritto di prelazione) di Zinho Vanheusden allo Standard Liegi, con annesso prestito annuale di Emmers. Tutto questo, lo ricordiamo, perché l'Inter vuole chiudere il bilancio vicino a quota zero per avere meno vincoli nei prossimi due anni.

Come effetto collaterale di queste cessioni, due giocatori sono vicini a vestire la maglia dell'Inter: Edin Dzeko sembra a un passo dal trasferirsi a Milano, come Stefano Sensi. Entrambi sono due giocatori voluti fortemente da Antonio Conte, per incasellarli nel suo progetto tecnico. Cosa danno questi due giocatori alla rosa costituita? È presto per dare valutazioni di massima, ma avere due giocatori in grado di giocare con la palla e di fare bene determinate cose può essere un fattore decisivo, soprattutto vista la monodimensionalità che centrocampo e attacco hanno dimostrato nell'ultimo anno.

Non ci siamo fatti scappare l’occasione di commentare le ultime vicende di San Siro, con le dichiarazioni del Presidente del Milan che hanno scosso gli animi nel comune di Milano: quale sarà il futuro dello stadio? Al di là delle valutazioni urbanistiche, di cui sappiamo troppo poco visto che nessun progetto è stato a oggi presentato, ci siamo avventurati in uno scenario di personalizzazione del brand per capire quali sono i vantaggi (e gli svantaggi) di uno stadio in comproprietà. Prendendo come riferimento il modello inglese, che per forza di cose è anni luce avanti alla Serie A

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Sezione: L'Orologio / Data: Gio 27 Giugno 2019 alle 17:01
Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato
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