Schermaglie. Le solite tattiche del tiramolla che si utilizzano in una trattativa importante. Si tratta anche sul singolo milione. E poi le percentuali, i premi, i bonus, le tasse: l'operazione è complessa, ma le dichiarazioni dei protagonisti non riescono del tutto a celare la realtà. L'Inter vuole Tevez, il Paris St. Germain e il Milan pure. E l'ordine di scrittura non è puramente casuale.

Le frasi di Moratti e Ranieri, in particolare, lasciano intendere una chiara strategia al ribasso, nel tentativo forse vano di limare ancora le pretese del Manchester City. Il Milan, inutile girarci attorno, ha solo una via per portarsi a casa Carlitos: quella del prestito quasi gratuito con diritto di riscatto. Una strada obbligata dalla permanenza di Pato. Avessero avuto altre opzioni che non quella di vendere il Papero, Tevez sarebbe già rossonero da una settimana. Il Psg ha i denari, ma non il cuore di Tevez: l'argentino è stato offerto a Leonardo, che però è più propenso per una punta di peso, uno alla Damiao per intenderci. E allora ecco che il discorso torna sempre lì: una questione economica.

L'Inter sa di avere il coltello dalla parte del manico e non ha bisogno di accelerare alcunché. L'offerta c'è, e molto difficilmente ci saranno rilanci. Lo sceicco Mansour sa che Branca fa sul serio e sa che l'Inter, di fatto, è l'unica destinazione plausibile. Ora si tratta. E quando Ranieri mette in mezzo concetti del tipo “vediamo, è tanto che non gioca...”, affiora completamente la strategia di calmierare l'esborso. L'Apache serve eccome, sia a livello tecnico che tattico. E le tribune di Zarate e Castaignos contro il Milan sono un chiaro segnale. Davanti, il tecnico nerazzurro deve fare i conti con un Forlan ancora assillato dai fastidi (ve ne parliamo in un altro articolo) e con la non perfetta coesistenza tra Pazzini e Milito. I due panzer stanno facendo bene, ma è chiaro che qualcos'altro serva.

Per questo Tevez piace, e anche tanto. Solo un'azione di disturbo sul Milan? Una piacevole conseguenza per Corso Vittorio Emanuele, ma Carlitos è da tempo nei pensieri di Moratti. Che adesso ha in pugno la trattativa. "Forse ne vale la pena...", ha detto ieri il presidente. Milione in più, milione in meno.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 17 gennaio 2012 alle 08:43
Autore: Alessandro Cavasinni
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