Prove di squadra titolare. Nonostante la figura non certo esaltante alla Commerzbank Arena contro l'Eintracht Francoforte, Walter Mazzarri ha potuto prendere appunti sui difetti della sua squadra, mascherati dalle buone prove sfoderate oltre Oceano. Contro un avversario impostato all'offensiva e avanti con la condizione fisica, il gruppo nerazzurro ha pagato dazio ma al di là della prevedibile pesantezza nelle gambe quel che preoccupa maggiormente è la lentezza nella tsta e negli automatismi difensivi palesata di fronte alle aquile. Non va censurato solo il terzetto arretrato, perché la fase difensiva impone che tutta la squadra dia un contributo. Cosa che non è accaduta, soprattutto a centrocampo. Nell'undici titolare, che poi è lo stesso che è andato in tilt per 20 minuti, in mediana hanno agito M'Vila davanti alla difesa, con Kovacic e Obi mezzali. Nessuno di loro ha offerto una prestazione convincente in fase di contenimento, pur essendo tutti chiamati a svolgerla con attenzione. Ed è così che i tre dietro, in particolare Ranocchia, si sono trovati a dover uscire in ritardo sul portatore di palla lasciando tanti spazi all'avversario.
TUTTO PASSA DAL MEZZO - Automatismi da oliare nei prossimi giorni, magari già a partire da giovedì contro il Paok a Salonicco, altra trasferta insidiosa. Se il pacchetto difensivo, in attesa del ritorno di Rolando, è quello titolare mentre l'attacco attende il ritorno di Palacio, sostituito non certo adeguatamente da Botta (che però sta mostrando cose buone), è il centrocampo il reparto che ancora deve trovare una sua identità. E in ogni squadra tutto, dalla difesa all'attacco, passa dalla mediana. Medel inizia ad allenarsi solo oggi, M'Vila è ancora in netto ritardo di condizione. Kovacic ha perso tempo per un problema muscolare e Hernanes è rientrato da poco per essere già in uno stato fisico decente. I tre posti disponibili, saranno i quattro sopra citati a contenderseli alla lunga, senza dimenticare i vari Kuzmanovic, Krhin, Obi e Guarin che, per un motivo o per l'altro, ancora non vengono considerati punti di riferimento. Ci sarebbe anche Alvarez, al rientro già a Salonicco, che però con la rosa attuale torna a essere una seconda punta.
FILOSOFIA DEI PIEDI BUONI - Troppo presto oggi per ipotizzare un centrocampo titolare, anche perché l'allenatore ha ampia scelta e a prescindere dal modulo scelto (difesa a tre o a quattro) in mezzo agiranno sempre tre giocatori. Hernanes e Kovacic, adottando la filosofia dei piedi buoni, sarebbero titolari inamovibili, ma entrambi dovrebbero sacrificarsi in difesa perché il solo Medel (più adatto alla fase di interdizione di M'Vila) non può riempire tutti i buchi. Il cileno, quando si integrerà al meglio alla nuova realtà, diventerà un perno della mediana e proteggerà tutti i colleghi di reparto. In questo contesto il ruolo di M'Vila è da chiarire. Se, quando raggiungerà la migliore condizione fisica, il francese confermerà le sue qualità, metterà a rischio la solidità di uno tra Hernanes e Kovacic, in quanto più propenso a eseguire entrambe le fasi, pur avendo meno talento dei due sopra citati. Ma molto dipenderà anche dall'avversario di turno: contro le big è plausibile che nell'undici titolare figurino i due nuovi acquisti, con uno tra il brasiliano e il croato a guardare dalla panchina, pronto a subentrare per cambiare ritmo.
MINA VAGANTE - Non va però sottovalutata la posizione di Guarin. Il colombiano ad oggi è a tutti gli effetti un giocatore dlel'Inter e se non arrivasse alcuna buona offerta rimarrebbe. Ma con quale ruolo? Davanti la concorrenza è tanta e se non riuscisse a superare i propri limiti tattici (difficile che ciò avvenga) troverebbe davvero poco spazio, nonostante le tre competizioni che i nerazzurri dovranno affrontare. Mazzarri darà spazio a tutti, ma il Guaro rischia seriamente di ridursi ad alternativa di lusso per le partite meno importanti. E a tre milioni netti a stagione è un lusso che Thohir non vuole concedersi. Con Hernanes, Kovacic e M'Vila potenzialmente davanti (Medel ricopre un ruolo differente) e due soli posti liberi, Guarin si troverebbe ai margini della rosa e il suo bisogno di giocare con continuità verrebbe soffocato, creando malumore nello spogliatoio. Certo, una grande squadra che punta al massimo deve avere una panchina lunga e di qualità, ma gli equilibri interni sono fondamentali per ripartire con serenità. In tal senso, il colombiano potrebbe diventare presto una mina vagante nello spogliatoio nerazzurro, difficile da gestire.
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