Allarme (forse) rientrato per Hakan Calhanoglu, uscito nel finale della semifinale playoff Mondiale tra Turchia-Romania dopo essersi toccato il polpaccio sinistro. Il centrocampista dell'Inter ne ha parlato nel post partita ai microfoni di TV8: "È passato un mese e mezzo dal mio infortunio. È durato un mese e mezzo - le parole del turco -. Mentalmente, il mio morale era un po' basso. I problemi fisici consecutivi hanno influito sul mio stato psicologico, ma ho cercato di rimanere forte. Ho giocato la partita contro la Juventus, poi ho avuto un gonfiore. Sono tornato, e poi mi sono infortunato di nuovo. Ho cercato di mantenere alto il morale per questa partita, ho lavorato molto duramente. L'Inter mi ha aiutato in questo senso, Chivu mi ha aiutato molto e lo ringrazio".

"Ognuno sta cercando di fare il proprio dovere in campo - ha poi aggiunto, tornando sul prezioso successo di misura -. Siamo una squadra giovane, competitiva e dinamica. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Lucescu ci conosce bene e si è preparato di conseguenza. Nel primo tempo avremmo potuto fare meglio in fase di inserimento alle spalle della difesa. Volevamo molto il possesso palla, i giocatori in attacco hanno faticato e loro hanno chiuso bene la difesa. Nel secondo tempo, Ferdi ha segnato con un passaggio in profondità, portandoci in vantaggio per 1-0. Oggi la cosa più importante è stata mantenere l'equilibrio in contropiede. Abbiamo attaccato tutti insieme e cercato di rimanere compatti. Ci siamo riusciti bene. Ora non resta che la finale. Se Dio vuole, ce la faremo. Questa squadra ha molto carattere. Sia la Slovacchia che il Kosovo sono avversari difficili. Se dovessi sceglierne uno, sarebbe ingiusto nei confronti dell'altro. Ci riposeremo e ci prepareremo nel miglior modo possibile. Chiunque arrivi, dobbiamo concentrarci sul nostro gioco".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 21:03
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.