"Quando stava entrando nel palazzo, purtroppo esplosi i colpi. Lo feci per 15-16mila euro, facevo tutto quello che mi chiedeva Marco Ferdico, ero dipendente dalla cocaina. Chiedo scusa alla famiglia, nemmeno lo conoscevo". Queste le parole pronunciate in aula oggi da Daniel D'Alessandro, uno degli imputati nel processo a Milano per l'omicidio dello storico capo ultrà dell'Inter, Vittorio Boiocchi, ucciso a colpi di arma da fuoco la sera del 29 ottobre 2022. La confessione del reato di uno degli imputati coinvolti anche nell'inchiesta Doppia Curva che ha travolto buona parte del direttivo della Curva Nord di Milano è avvenuta in maniera spontanea ed è arrivata dopo quelle di altri imputati tra cui Andrea Beretta e Marco Ferdico. A proposito di Ferdico, secondo quanto dichiarato oggi da D'Alessandro 'l'organizzatore' del delitto di Boiocchi sarebbe proprio il frotman della Nord fino al settembre 2024.

Cinque gli imputati. Oggi in programma altre audizioni


Gli imputati sono cinque, e tra questi compaiono l'ex capo della Curva, mandante dell'omicidio e oggi collaboratore di giustizia, Andrea Beretta, e lo stesso Marco Ferdico. Secondo programma oggi sono previsti anche le audizioni di Beretta, in videochiamata dal carcere, e Ferdico, presente in aula con i legali, oltre alla presenza di un investigatore che farà da teste. Stando alle indagini e secondo quanto riportato da Il Messaggero, Beretta, attraverso Mauro Nepi (altro ultrà a processo in abbreviato a giugno), "avrebbe fatto avere 50mila euro a Marco Ferdico per l'organizzazione del delitto, premeditato e con aggravante mafiosa". Tra gli imputati c'è anche il padre di Marco Ferdico, Gianfranco, e "l'altro esecutore materiale Pietro Andrea Simoncini, a bordo dello scooter quella sera con D'Alessandro, difeso dal legale Daniele Barelli. I familiari di Boiocchi sono parti civili con l'avvocato Marco Ventura. E tra la famiglia Boiocchi e Ferdico, nella gabbia degli imputati, non sono mancati stamani sguardi e parole di tensione".

Sezione: News / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 16:04
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi