L’ex centrocampista nerazzurro Juan Sebastian Veron, nel corso di una diretta Instagram sul canale ufficiale della Sampdoria, ha rilasciato dichiarazioni a tutto tondo, partendo dal modo in cui si sta affrontando l’emergenza sanitaria in Argentina. Queste le sue parole:

“In questo momento siamo ancora chiusi in casa, si esce esclusivamente per stretta necessità. La situazione qui è ancora un difficile, mentre in Italia la situazione va piano piano migliorando qua siamo in quarantena da oltre 70 giorni. È un contesto molto difficile, la gente per via del proprio lavoro è costretta comunque a uscire, spesso in condizioni non ottimali, non è facile insomma”.

L'attuale presidente dell'Estudiantes, poi, ha parlato dell'approdo in Italia e dell'impatto con un campionato come la Serie A.

“L’approdo in Italia è stato un autentico terno al lotto per me e per come l'ho vissuto, a dire il vero non sapevo bene quello che stavo facendo. Bisogna tener conto che all’epoca non c’erano i mezzi di comunicazione di oggi, quindi è stato per me come un salto nel vuoto approdare in una realtà per certi aspetti sconosciuta. Sono rimasto veramente felice, i miei anni in Italia hanno rappresentato davvero un qualcosa di speciale nella mia vita. Arrivare in un campionato come la Serie A è stato difficile, ci ho messo qualche mese ad ambientarmi. Ma al tempo stesso è stato un qualcosa di esaltante, mi ha dato quelle sensazioni che mi hanno reso chi sono oggi. Il calcio, del resto, è fatto di grandi momenti e io ne ho vissuti moltissimi in Italia, dove sono stato in tante grandi squadre. Dalla Sampdoria al Parma, dalla Lazio poi sono tornato in Italia grazie all’Inter, dove ho vinto molto. In Serie A sono stato veramente in grandissimi club, ne vado orgoglioso, mi ha cambiato la vita e mi ha reso chi sono”.  

Veron, infine, parla del rapporto con Roberto Mancini, sia come compagno di squadra che come allenatore.

“In allenamento Mancini era davvero il peggiore di tutti, una vera spina nel fianco. Disturbava moltissimo, se riuscivo evitavo di allenarmi insieme a lui, proprio non mi ci trovavo. L’età poi tranquillizza, da allenatore mi ha dato tanto, è stato perfetto come mentore, ma davvero l’opposto quando ci si allenava”.

Stefano Carnevale Schianca

Sezione: Focus / Data: Mar 26 maggio 2020 alle 21:54
Autore: FcInterNews Redazione
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