Il racconto Scudetto di Lautaro Martinez. Alla vigilia della gara contro la Juventus, e due settimane dopo la certeza della conquista del tricolore, l'attaccante argentino dell'Inter racconta le sue sensazioni e le sue ambizioni in un'intervista rilasciata a Sky Sport. Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, ecco tutte le parole del Toro:
Lo Scudetto.
"Credo che la cosa più emozionante è stata avere tanti punti di vantaggio sulla seconda. Questo vuol dire che abbiamo fatto un lavoro ottimo. Vedere tutta quella gente prima del match con la Samp, poi la gioia al fischio finale di Sassuolo-Atalanta, sono state cose emozionanti. La gente ci teneva tanto e noi lo abbiamo fatto".
L'accoglienza dei tifosi prima di Inter-Samp.
"Bellissimo, emozioni simili a quelle che si vivono in Argentina".
L'uscita dalla Champions e l'obiettivo Scudetto.
"Ne abbiamo parlato tanto, rimaneva solo lo Scudetto e dovevamo prendercelo. Abbiamo lavorato tantissimo, siamo stati ogni giorno ad Appiano a vedere le partite e questa è stata la cosa migliore. Siamo molto felici di esserci riusciti".
La Juventus e la sfida di domani.
"Sarà importante andare lì a Torino con lo Scudetto. Noi non vincevamo da 11 anni e l'anno scorso abbiamo perso una finale, loro erano campioni da nove. Quest'anno abbiamo preso qualcosa di importante come lo Scudetto".
Il gol più importante dello Scudetto?
"Quello di Eriksen al Crotone, che ha sbloccato la partita".
Il rapporto con Lukaku.
"Lo abbiamo costruito dal primo giorno che è arrivato. Abbiamo parlato tanto, lui vedeva le partite dell'Inter dell'anno precedente. Nel primo allenamento abbiamo parlato 2-3 ore, visto che parla un po' spagnolo ci siamo capiti subito. Poi c'è il lavoro di ogni giorno, col mister e con Alexis Sanchez. Dico sempre che c'è una gara tra noi tre perché vogliamo sempre migliorare e dare il massimo. Ognuno di noi ha fatto uno step e questo è importante per la crescita dell'Inter. Il vantaggio sulla seconda vuol dire che abbiamo fatto le cose per bene".
L'ambientamento in Italia.
"Nei primi sei mesi ho giocato poco, ma era normale visto che ero arrivato in un calcio nuovo. Dovevo imparare una lingua nuova e capire come giocassero i compagni. Quest'anno le ho giocate tutte, anche in fase difensiva sono cresciuto molto. Ringrazio tutti perché mi hanno dato una mano importante".
Hai parlato con Mauro Icardi dopo lo Scudetto?
"Sì, era contento. Lui mi ha dato una mano grandissima quando sono arrivato nell'inserimento nello spogliatoio. Lo posso solo ringraziare, gli voglio bene".
Su Milito.
"Quello che ha fatto all'Inter è troppo importante. Con lui al Racing ho esordito in prima squadra, ho un bel rapporto. Quando le cose non vanno bene mi chiama tanto, mi dà consigli, mi dice il suo punto di vista. Per quello lo ringrazio".
L'atteggiamento di Lautaro nella vita.
"Credo di sentirmi importante di testa, da piccolo ho imparato a essere duro e guardare avanti anche quando le cose vanno male, pensando sempre a lavorare e dare il massimo, facendo quello che mi chiede il mister e aiutando i compagni".
Falcao, il punto di riferimento.
"Lo guardavo sempre da piccolo. Ma ora penso a guardare tutti e imparare, anche da Milito ho imparato qualcosa quando giocavo con lui".
Quale difensore ti ha messo più in difficoltà?
"De Vrij e Skriniar quando li affronto in allenamento, tra gli avversari dico Koulibaly. Sono difensori alti ma veloci".
Perché il soprannome El Toro?
"Un mio compagno al Racing mi chiamava sempre così. Quando sono arrivato qui, l'Inter ha fatto la presentazione così, quindi è rimasto".
Quanto ha inciso il basket nel tuo modo di giocare e di saltare? Pensiamo al gol col Torino.
"Mio fratello gioca a basket, a me piace tanto. Può darsi che il salto venga da lì".
L'arrivo di Nina.
"Mi ha dato più tranquillità rispetto a quello che ero prima. Questa è la cosa più bella che può succedere insieme a uno Scudetto. Ringrazio lei e mia moglie, sono felice di tutto quello che è successo. Mi ha dato tanta forza, con lei sono cambiato anche dentro casa. Per me è importante che la famiglia stia sempre bene".
Quando deciderai di far vedere a Nina un gol Scudetto, quale le farai vedere?
"Quello al Torino è stato molto importante per come si è sviluppata la partita. Arrivò quasi alla fine e mi è piaciuto tanto come è arrivato".
Cosa manca per fare bene in Champions?
"Nel nostro campionato i dettagli non spostano una partita, ma in Champions fanno la differenza. Dobbiamo essere più attenti in quello e fare uno step in quel senso".
Le idee sul futuro.
"Io sono molto felice all'Inter, anche la mia famiglia sta bene qui. Quindi non penso ad altro che non sia stare qui. Poi i vari dettagli li risolverà il mio procuratore".
L'interesse del Barcellona.
"Sono stato vicino, è vero. Ho parlato con Messi, ma alla fine ho scelto di rimanere all'Inter e non ho sbagliato".
A quale esultanza sei più legato?
"Con Hakimi stiamo facendo tante esultanze, ogni partita c’è un’esultanza diversa. Con Romelu è rimasta quella, una volta abbiamo parlato ed è uscita così perché giochiamo ad un videogioco. Però direi tutte perché quando segni è sempre bello".
Il tuo sogno?
"Vincere tutto quello che si può, crescere a livello personale e professionale anche per la mia famiglia".
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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