La Gazzetta dello Sport si affida al suo direttore, Stefano Barigelli, per dipingere il momento dell'Inter, lanciata verso la conquista dello scudetto. Barigelli tratteggia l'impresa di Antonio Conte e di Beppe Marotta, riconoscendo loro meriti non indifferenti dopo aver raccolto una squadra reduce da un paio di rocambolesche qualificazioni in Champions e da anni di vacche magre, con i vuoti colmati solo con i ricordi del Triplete, mentre la Juventus dominava in Italia. E ora, quella stessa Juve, dista 12 lunghezze.

E si parte dal dibattito sull'estetica del gioco. "Ma è così importante se stai vincendo lo scudetto e vieni dalle galline del Cioni?
L’Inter è una buona squadra, ha ottimi difensori, un eccellente attaccante e il miglior centrocampista italiano - spiega Barigelli -. In panchina, l’abbiamo visto domenica scorsa, sono messe meglio la Juve, l’Atalanta e anche il Napoli. Sanchez, Kolarov, Vidal, Vecino non possono essere i cambi, nel calcio di oggi, di una squadra che ha ambizioni internazionali. E qui veniamo all’altro punto: il club. Ora che è chiaro anche a tronisti e improvvisati esperti di Cina che la famiglia Zhang terrà la proprietà, c’è da capire quale sia però l’intendimento per la stagione che verrà. Tolto Hakimi, il mercato estivo dell’Inter (quello invernale neanche c’è stato) può andare bene se hai modeste ambizioni, non se vuoi sfidare Real, Barcellona, Bayern o City. E siccome il club avrà pure cambiato il logo ma si chiama Internazionale, il prossimo passo che deve fare la proprietà è dare a Marotta e Conte la possibilità non solo di partecipare alla Champions, ma di giocarsela. A quel punto, sono sicuro, arriverà anche lo spettacolo. Perché in Europa vinci solo se hai quel passo gara, come dicono in Formula 1".

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Sezione: Focus / Data: Mar 13 aprile 2021 alle 08:27 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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