Nei piani di Cristian Chivu, la sua Inter dovrà crescere per intensità, dinamismo e ritmo. Sono questi i tre capisaldi del percorso in cantiere alla Pinetina, con l'obiettivo di tornare a fare la differenza anche in Europa, dopo il Doblete. L'ingranaggio quasi perfetto degli anni addietro adesso è "meno efficace" e la mancanza di quel pizzico di imprevedibilità ha aumentato un gap continentale che prima non c'era. "Fotografia" perfetta di ciò "è stata la stata la sfida con l’Arsenal nella prima fase di Champions". Se "alzare l’asticella fino a quel livello è impossibile o quasi, in particolare in tempi ridotti, ci si può, comunque, avvicinare", scrive sicuro il Corriere dello Sport.

"Le modalità di lavoro quotidiane possono subire un’evoluzione"

Qualche cambiamento, alla Pinetina, è già stato fatto. Ma occorre procedere per gradi" si legge ancora sul quotidiano romano che spiega: "Il modello, giusto per essere chiari, è la Premier, dove intensità e ritmo non mancano mai" e che in Europa fanno la differenza, come insegna la gara di un anno fa a Monaco. "L'altra ricetta è quella di prendere giocatori già abituati a quel tipo di calcio" e un assaggio i nerazzurri lo hanno avuto con Akanji, "il nerazzurro più impiegato in tutta la stagione, giocando praticamente sempre e senza pause".

Si può ipotizzare che "Chivu si sia innamorato di Jones non solo per le sue caratteristiche e qualità, ma anche per tutto ciò che, a corredo, potrebbe portare alla Pinetina", "buone abitudini" che si possono imparare. "La prossima stagione dell’Inter comincerà con questa idea. La difficoltà sarà trasformarla in realtà".

Sezione: Focus / Data: Dom 31 maggio 2026 alle 08:30
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi