Dopo Simone Inzaghi arriva in conferenza anche Pep Guardiola, ecco le sue parole raccolte dal nostro inviato.
Per voi una grande gioia, per l'Inter una grande delusione. Cosa vorrebbe dirgli?
"Non ci sono parole che possono ridurre il dolore che l'Inter sta provando, ma sono la seconda migliore squadra d'Europa. Poi voglio dedicare una parola al nostro presidente, di solito quando non vinci subito la Champions l'allenatore viene licenziato. Qualcuno pensa che bisogna sempre vincere ma sappiamo com'è lo sport, a volte sembrava che avessimo dovuto vincere noi oggi a tutti i costi, che era scritto nelle stelle. Io sono contentissimo ma loro hanno avuto delle occasioni importanti alla fine e se avessimo preso gol avremmo potuto perdere ai supplementari. E' stato il nostro anno, abbiamo fatto qualcosa di unico, bisogna dare importanza anche ai 5 campionati, 2 coppe d'Inghilterra e agli altri trofei vinti. Poi bisognava vincere in Europa, lo abbiamo fatto contro una grande Inter, abbiamo sofferto, loro hanno fisicità ma a volte ci vuole anche quel pizzico di fortuna che in passato non abbiamo avuto. In finale col Chelsea non l'abbiamo avuta, a volte va così".
Cosa signica per te questa tripletta?
"Sto bene, sono contento, domani mi renderò conto. L'ho vinta nel 1992 col Barcellona da giocatore, l'ho vinta da allenatore. Non ci aspettavamo diveri movimenti, Calhanoglu su Rodri, c'era poco spazio per Stones, Ruben Dias. Invece poi abbiamo trvato il movimento giusto che ha portato al gol. Foden poteva raddoppiare poi nel finale sono stati più bravi loro. Ci hanno pressato, ci hanno messo indifficoltà nel finale ma Ederson ci ha salvati".
Quanto ci vorrà per capire bene cosa avete ottenuto nelle ultime tre settimane?
"Ora ho bisogno di una pausa, il presidente ha detto che la prossima finale di Champions si gioca a Londra, non vi dico cosa gli ho risposto... Ci penseremo la prossima stagione, ora non mi parlate di ripartire. Pensiamo a celebrare, abbiamo vinto tre trofei ed è un onore aver raggiunto Ferguson. Mi ha inviato un messaggio molto toccante ed è un onore per me averlo raggiunto".
E' il primo allenatore ad aver fatto due triplette in carriera, sei la persona che ha trasformato il calcio.
"Oggi sono 14 anni dall'ultima tripletta col Barcellona, 14 è il numero di Cruijff, ci sono tante cose successe. E' difficile attaccare l'Inter ma va riconosciuto merito della grande partita fatta".
A volte si prepara una partita in un modo poi la gara va in un altro, l'aveva preparata così?
"Si tutto nella norma, nulla di diverso dalle altre".
Come valuti questa stagione per il City e per te come allenatore?
"Se questa squadra ha iniziato a vincere è perché una certa proprietà ha acquistato il club, questo è indubbio. A volte quando non si vince la Champions si viene licenziati e devo ringraziare la proprietà per avermi dato fiducia. Se avessimo perso sarebbe stato un disastro, saremmo stati dei perdenti. Ma noi non siamo cambiati, siamo sempre gli stessi giocatori, forse era scritto nelle stelle".
Cosa rappresenta per te questa vittoria nella tua carriera? Come hai visto l'Inter di Inzaghi?
"So che Baggio era qui con Infantino, era venuto a Wembley e mi ha sempre portato fortuna. Lascio a voi i giudizi su di me, se non vinciamo è un fallimento, il calcio italiano ha portato tre squadre in finali europei, ma lo sapevo che l'Inter avrebbe giocato così. Squadra fortissima, voi parlavate di underdog ma per me sono una squadra fortissima in tutti i suoi elementi. Hanno tutto per essere in finale e hanno giocato come mi aspettavo. Sono tristi come lo eravamo noi nell'ultima finale ma potranno riprovarci, sono stati la squadra che mi immaginavo".
Il City può raggiungere il Real Madrid per numero di vittorie?
"Ci mancano solo 13 coppe, attenti perché stiamo arrivando (ride, ndr). Non possiamo paragonarci, abbiamo vinto la prima Champions League, ma non voglio sparire dopo una Champions. Dobbiamo lottare per essere sempre lì, con me questo non accadrà ma è un grande sollievo per me e per il club aver vinto questo trofeo".
E' stato più facile vincerla col Barcellona o col Manchester City?
"E' sempre difficile vincerla, ci vuole qualcosa di speciale, si gioca con grande voglia, per questo i grandi club sentono la pression, è normale. nel 92 ho vinto col Barcellona la prima della storia contro la Sampdoria, oggi la situazione era simile. Anche lì abbiamo vinto 1-0, Koeman era l'unico tranquillissimo come se stesse giocando nel giardino di casa".
Quanto pesava arrivarci sempre vicini e non vincerla?
"Ora sono contentissimo, abbiamo vinto la FA Cup contro il Manchester United, questa finale. Quando tutto il mondo ti sta addosso e che ti dice che se non vinci il resto non basta, dobbiamo accettarlo. Forse sbaglio io a dire che abbiamo vinto campionati, siamo arrivati in finale, ma mi dicevano no devi vincere la Champions. Sarò bravo ma non posso fare il triplete ogni anno. L'anno scorso il Real Madrid lo ha fatto ma è difficile vincere sempre. Non è scontato vincere la Premier League. Abbiamo vinto una Champions, è grandioso, i calciatori saranno ricordati ma ricordate anche che hanno vinto 5 Premier prima di questa sera".
E' andato tutto come previsto o è andata diversamente?
"Ci siamo preparati molto, abbiamo vinto la Premier League, la finale FA Cup, ma a volte la mente tornava a questa finale. Abbiamo visto tante partite dell'Inter ed è andato tutto come mi aspettavo. Abbiamo puntato su un po' di possesso palla, a volte abbiamo ballato un po' troppo forse ma nel secondo tempo siamo migliorati a parte il pressing dell'Inter nel finale. Tranne un errore di Ederson siamo stati sempre attenti. Non abbiamo creato tantissimo forse, Foden è andato vicino al gol, forse è stato troppo precipitoso ma sono stato giocatore e capisco questa pressione".
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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