La svolta tattica con l'impiego del 3-4-1-2 è stata la chiave del successo contro l'Inter. Ne è convinto il tecnico del Fluminense Renato Portaluppi, che intervenuto in conferenza stampa dopo la vittoria contro i nerazzurri e il passaggio ai quarti di finale del Mondiale per Club ha elogiato il suo gruppo per la capacità di adattamento rapido: "Nonostante il poco tempo a disposizione, hanno creduto nel nuovo schema. Gli ho messo in testa che avrebbe funzionato. L'Inter è una grande squadra. Hanno molti più soldi di noi, ma in campo è undici contro undici. Il gruppo ci ha creduto, ha lottato ed è rimasto concentrato per tutti i 90 minuti. Ho pensato molto durante la notte allo schema da usare e nella mia testa lo schema migliore sarebbe stato con i tre difensori perché potevamo creare gioco contro la loro squadra, che è una squadra molto forte, molto veloce, con giocatori alti e forti. Ho parlato con il gruppo, hanno accettato l'idea, avevamo solo due o tre giorni per allenarci, ma sono stati obbedienti, intelligenti, hanno assimilato bene il nostro modo di giocare".
Ma quando ha deciso di optare per questa rivoluzione? "Il momento in cui ho preso la decisione è stato dopo la partita dell'Inter, che ho visto in hotel. Ho deciso di impostare questo schema e il giorno dopo ho parlato con il gruppo e ho iniziato ad allenarli sotto ogni aspetto. Ho parlato a lungo con i dirigenti di questa idea. Ci siamo allenati molto sulla tattica, sui calci piazzati. Ho anche cambiato il sistema perché al momento in cui ho visto la partita dell'Inter, erano una squadra molto alta. Non solo i difensori, ma una squadra forte, alta e con grande potenza aerea, sia in difesa che in attacco". Renato non nasconde che questa vittoria per lui ha un valore particolare: "È una vittoria per tutti, ma è anche una vittoria personale per me, perché sono pagato per pensare. E quando metto a punto il piano di gioco, so cosa sto facendo. Molti pensano che Renato sia questo o quello. Che non capisca molto di tattica. La cosa che capisco di più è la tattica. Ma non ho bisogno di venire qui a parlare di tattica con voi. Non devo dare spiegazioni, con tutto il rispetto per voi, sulla tattica. Devo parlare di tattica con il mio gruppo. Senza dubbio, è una delle mie più grandi vittorie da allenatore. Perché? Perché era contro una grande squadra europea. La cosa importante è stato l'impegno del gruppo, della squadra, della panchina, anche di chi non ha giocato, dei leader che erano in campo, dei leader che erano in panchina a incoraggiare e a gridare".
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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