Mercato in netto divenire con tanti giocatori già acquistati e altrettanti che, chissà, potrebbero salutare le rispettive società. L'Inter non fa ovviamente eccezione, con il direttore sportivo Piero Ausilio chiamato ora a concretizzare varie cessioni per consegnare a Roberto Mancini una rosa numericamente perfetta. In entrata già notevoli i colpi messi a segno, con la coppia João Miranda-Jeison Murillo che si candida a diventare quella titolare, in sfavore di Andrea Ranocchia e Juan Jesus. Nuovo ruolo, invece, stando almeno alle prime uscite stagionali, per Mateo Kovacic, che ora si pone come obiettivo quello di affermarsi proprio come regista davanti alla difesa.
Come sempre sono tantissime le tematiche di casa Inter da analizzare, con FcInterNews che in questa intervista ha interpellato una leggenda del calcio italiano. Un allenatore che sicuramente avrà per sempre un posto speciale nella storia dell'Inter: parola a mister Giovanni Trapattoni.
Ha avuto modo di vedere la partita contro il Bayern Monaco?
"No, purtroppo non ho potuto vedere la partita perché ero in viaggio. Mi sono limitato a vedere le azioni salienti".
Più in generale, che idea si è fatto di questa nuova Inter che sta nascendo?
"La strada è quella giusta, e poi la squadra è guidata da un mio giovane collega. Mancini è molto preparato e ha esperienza internazionale. Non è facile unire la squadra con tanti nuovi acquisti in periodo di preparazione, ma sono sicuro che l'Inter farà bene. Per quanto riguarda la partita contro il Bayern, credo sia sempre diverso e più difficile per un allenatore gestire questi match rispetto a quelli del nostro campionato".
Il mercato nerazzurro è stato importante fino a questo momento, ma cosa manca ancora per fare di questa Inter una squadra completa?
"Bisogna dare il tempo ai nuovi di potersi inserire nel gruppo e di assimilare le direttive dell'allenatore. La rosa è già ricca, bisogna solo lavorare sulla convinzione. L'Inter ha giocatori internazionali, non vedo perché debbano sentirsi inferiori rispetto agli altri. Direi che quello che manca a questo gruppo è solamente una 'molla', una sorta di iniezione di fiducia".
Tanti sono i giocatori che potrebbero salutare Milano, considerando che la rosa è ampia, ma capita spesso che non si riesca a concretizzare le cessioni anche per via della loro volontà. Cosa deve fare un allenatore in questi casi?
"Prima di tutto c'è una società che deve far capire le proprie intenzioni, poi ovviamente tocca all'allenatore. Personalmente ho sempre cercato di far capire a questi giocatori, in modo estremamente chiaro, che avrebbero rischiato di giocare molto poco in caso di permanenza. Dopo il mio messaggio sarebbe toccato a loro decidere se rimanere o meno, dato che evidentemente c'era un contratto ancora valido. Intelligentemente poi si arrivava a una soluzione. Ho sempre dato loro la possibilità di allenarsi, ovviamente, e poi nessuno vieta di trovare una nuova sistemazione proprio sul finire del mercato. Sta a loro in questi casi capire quale potrebbe essere la soluzione migliore, anche se non è semplice andar via da certe società come l'Inter".
Nonostante la fascia di capitano al braccio, ora Ranocchia dovrà conservare il posto da titolare. Obiettivo non semplice considerando che la coppia Miranda-Murillo si candida a diventare quella titolare: qual è la sua idea circa questa situazione?
"Non vorrei mettere in difficoltà l'allenatore, ma se l'obiettivo è quello di ottenere il massimo bisogna puntare sui migliori. In campo vanno in undici e il tecnico deve scegliere i giocatori con maggior qualità. Le scelte vanno fatte e questa potrebbe starci".
Kovacic regista: cosa ne pensa?
"Il croato è un grande giocatore, anche se in questi anni è stato utilizzato in diversi ruoli. Gli allenamenti e le stagioni con la maglia dell'Inter lo hanno fatto crescere, e chissà che con il duro lavoro non possa affermarsi proprio in questa posizione. Credo possa essere impiegato come regista, ma non deve esagerare nel portar palla. Non deve toccare più di due volte la sfera".
Lei conosce molto bene la Bundesliga, il campionato in cui ha giocato prima di venire all'Inter Shaqiri. Secondo lei le differenze dei due campionati possono aver influito nel creare le difficoltà che lo hanno portato, oggi, a essere un cedibile?
"Il campionato tedesco, seppur molto difficile, può esaltare i giocatori di qualità con un fisico importante. E le doti, prima o poi, vengono fuori. Tatticamente parlando, la Serie A è invece il torneo più complicato e quindi si fa maggior fatica ad affermarsi. Ci vuole tempo per inserirsi nel nostro contesto, le 'scuole' precedenti sono diverse e noi pretendiamo tutto e subito. Bisogna dare tempo ai giocatori di ambientarsi".
Per uno Shaqiri in uscita, ci sono almeno tre giocatori che potrebbero arrivare: chi è il suo preferito tra Salah, Jovetic e Perisic?
"Dipende molto dalle intenzioni di Mancini. Jovetic mi piace tantissimo, è capace di tutto ed è un giocatore completo. Conosco molto bene Salah, è un ottimo elemento. Lo seguo dai tempi del Basilea e devo dire che sarebbe un grande colpo. Credo comunque che tutte e tre le opzioni siano estremamente valide".
In Serie A Juventus ancora favorita?
"Le altre si stanno rinforzando, ma i bianconeri sono ancora in prima fila. Milan e Inter le piazzo subito dietro, anche se Roma, Lazio e Napoli sono ottime squadre e possono competere. In attesa di un mercato che non è assolutamente concluso. Anzi".
'Cosa farà da grande' Giovanni Trapattoni?
"(Ride, ndr). Avevo la possibilità di diventare commissario tecnico di due Nazionali africane, ma per il momento ho deciso di aspettare. Sono in attesa di novità. Staremo a vedere".
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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