editoriale

Grazie Tottenham. Grazie Paris. Grazie Milan

Grazie Tottenham. Grazie Paris. Grazie Milan

La vita è piena di sliding doors, di scelte od opportunità che ti si presentano e che potrebbero cambiarti la vita in un verso o nell'altro. Milan Skriniar ha terminato la stagione 2019/20 guardando Diego Godin titolare al suo...

Fabio Costantino

La vita è piena di sliding doors, di scelte od opportunità che ti si presentano e che potrebbero cambiarti la vita in un verso o nell'altro. Milan Skriniar ha terminato la stagione 2019/20 guardando Diego Godin titolare al suo posto, a causa di quell'incompatibilità tattica con la difesa a tre che costrinse Antonio Conte a metterlo in discussione. Al punto che a settembre, per finanziare il mercato in entrata, il tecnico salentino lo aveva inserito nella lista dei cedibili. E chissà di cosa parleremmo oggi se il Tottenham avesse messo sul piatto più di 35 milioni per acquistare lo slovacco, cifra ritenuta inferiore al suo valore. E chissà se Leonardo si fosse fatto avanti prima dell'ultimo giorno di mercato, quando ormai l'Inter non avrebbe potuto più sostituire il difensore per mancanza di tempo.

Spurs e Paris, per quanto interessati, non credettero abbastanza in Skriniar e lo lasciarono a Milano. Cambiando la storia recente dell'Inter. Perché Milan, invece di deprimersi e valutare altre opzioni per il proprio futuro (come avrebbero fatto molti altri colleghi), ha lavorato duramente in allenamento, ha dimostrato al suo allenatore di meritare un posto da titolare dopo l'addio di Godin. E una volta superato il Covid-19, lo slovacco non si è più fermato diventando un punto fermo della difesa nerazzurra e costituendo l'insuperabile SDB con Stefan de Vrij e Alessandro Bastoni. Una delle chiavi per la netta vittoria dello Scudetto. Skriniar è riuscito a entrare nelle grazie di Conte nell'unico modo possibile: superando quotidianamente i propri limiti in quel di Appiano Gentile e trasferendo la propria crescita sul rettangolo di gioco in gare ufficiali. Dalla lista dei cedibili, il classe '95 è entrato in quella degli intoccabili, in cui vale la pena sottolinearlo ci si era inserito da solo, dichiarando spesso e volentieri il proprio amore per i colori nerazzurri e smentendo sul nascere ogni voce di una possibile partenza. Anche in un periodo di tagli agli stipendi. Parole che continua a ripetere come un mantra, quasi volesse convincere i più scettici della loro veridicità.

Dopo tutto, stiamo parlando di un ragazzo che ha rinunciato all'agente per trattare personalmente il rinnovo con l'Inter, senza pretendere la luna come altri colleghi avrebbero giustamente fatto. Prova provata di attaccamento alla maglia, di distaccamento dalle logiche del calciatore moderno che antepone il proprio stipendio al fabbisogno di serenità personale e professionale.  Un raro caso di calciatore d'altri tempi, insomma. Ed è un piacere sapere che vestirà ancora la maglia nerazzurra, con cui ha vinto uno Scudetto meritatissimo a cui ha contribuito anche con reti importanti.

Oggi Milan ha momentaneamente dismesso i panni del leader dell'Inter per vestire quelli della Slovacchia. E con un suo gol da bomber di razza ha regalato lunedì pomeriggio ai suoi una preziosa vittoria contro la Polonia, a cui aveva già neutralizzato niente meno che Robert Lewandowski. Prestazione da incorniciare, in perfetta continuità con la stagione milanese ma a un livello ben più alto, internazionale. Prestazione da Man of the Match. Oggi Skriniar è tra i migliori centrali in circolazione, e per fortuna le sliding doors non lo hanno portato altrove. Merito della sua ferrea volontà di riprendersi l'Inter ma anche della scarsa convinzione di Tottenham e Paris. Che oggi, a ragione, possono serenamente mordersi le mani. E se i tifosi interisti riescono a dire "Forza Milan" senza smorfie o imbarazzo, significa che questo ragazzone di 26 anni, un po' sgraziato nei movimenti ma tremendamente efficace, ha fatto qualcosa di grande.