Ci siamo, mancano pochi giorni e avrà inizio il campionato che sarà parallelo alle ultime questioni in sospeso di calciomercato.
Entro il 2 settembre potremo fare un vero resoconto, con una critica più accurata e comprensiva del mercato e delle strategie di una società estremamente rinnovata.
Fino ad oggi c’è stata una contrapposizione tra sensibilità dei tifosi rispetto alla rivoluzione, perché tale è stata, di questa sessione di mercato.
Si era evocato spesso negli anni questo sostantivo. Non appena terminava la stagione deludente sui giornali si parlava di ribaltoni, trasformazioni, cambiamenti, annunciando clamorosi colpi di scena che in realtà avevano deluso parecchio anche nella loro applicazione.
Si cominciava a credere che le promesse sarebbero state disattese persino con l’arrivo di Conte.
Si era legittimati a crederlo, soprattutto dopo l’uscita del tecnico, preoccupato e irritato per l’andamento del calciomercato, esattamente un mese fa: “Mi aspettavo fossimo più avanti”.
Qualcosa è poi successo è ha rivelato che la società ha preso maledettamente sul serio l’intenzione di scegliere prima l’uomo e poi il calciatore, se è vero che nell’arco di venti giorni sono stati ceduti Nainggolan e Perisic, oltre ad aver messo letteralmente alla porta Icardi, rimasto contro ogni logica ma di cui tra poco parleremo. Il cambio voluto dalla proprietà, di comune accordo con il tecnico, è radicale.
Tanti nuovi giocatori, nuovo allenatore, nuovo dirigente di riferimento, nuova impostazione del lavoro, nuova cultura. Ciò che è nuovo non è tutto giusto, si fanno degli errori, si sbagliano anche strategie e ritengo che in questi ultimi mesi di errori ne siano stati commessi.
È decisiva però la determinazione con la quale si intende raggiungere i risultati, è apprezzabile la sicurezza messa in campo da Marotta e l’immediato recepimento dei giocatori della dottrina Conte, messo in campo nelle amichevoli con sforzi notevoli, nonostante una rosa priva di numerosi elementi.
Rischia di restare un problema, da affrontare con un approccio diverso, quello di Mauro Icardi. La sua cessione è rimasta una questione senza soluzione, con logiche che sfuggono a tutti.
Il giocatore ha rifiutato sistematicamente ogni proposta, in barba agli ingenui che sostenevano sprezzantemente come non lo volesse nessuno. Niente Roma, niente Monaco, Napoli in sospensione ma irritato dal mancato entusiasmo dell’argentino e Juventus indicata come unica soluzione alternativa alla permanenza all’Inter, in qualità di calciatore non utilizzabile per scelta tecnica e umana.
A meno di due settimane dal termine del calciomercato la faccenda ha spiazzato tutti e resta un caso senza precedenti, con un giocatore che preferisce restare in una squadra, contro la volontà della società, non per garantirsi lo stipendio, come nel caso Montolivo, lasciato ai margini con gli stessi criteri dal Milan, quanto piuttosto per una questione che ha tutta l’aria di essere di puro principio. Da una parte e dall’altra.
La soluzione più probabile ora non è più la cessione ma addirittura la permanenza, con conseguenze che non sono ancora valutabili. L’Inter sta prendendo Alexis Sanchez ad una cifra e a condizioni vantaggiose (prestito con diritto di riscatto, con metà stipendio pagato dallo United), valuta Biraghi ma deve ancora cedere Joao Mario, mentre Dalbert sembra vicino al Nizza. Difficile che arrivi un altro centrocampista.
Qualunque valutazione abbiate in mente su Sanchez va modulata in base alle reali condizioni fisiche del giocatore, alle vere motivazioni che lo hanno mortificato nell’ultimo anno e mezzo al Manchester United e alla convinzione che ha nel vestire il nerazzurro.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto sembra proprio che sia entusiasta ed è un valore che in questi anni troppi nuovi giocatori non hanno messo in mostra.
Quello che c’è e si vede è un percorso distinguibile, anomalo rispetto al passato ma robusto e che porta l’Inter ad un rinnovamento culturale, come non si era mai visto prima d’ora.
Se sarà un successo lo confermerà la stagione ma la sensazione è che questa sia la direzione per i prossimi anni, comunque vada sul campo.
Amala.

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Sezione: Editoriale / Data: Mer 21 Agosto 2019 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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