Il talento di Supermario è indiscusso, così come la sua classe cristallina e la sua freddezza sottoporta. A chi non piace? Chi non lo vorrebbe nella sua squadra? Penso che nessuno possa rispondere in maniera negativa e voltare le spalle a Balotelli e alla sua Bentley mimetica, ma non credo che sia quello di cui l’Inter abbia bisogno, soprattutto in questo momento.

Già è difficile reinserire in corsa Sneijder nella macchina da corsa che Stramaccioni ha costruito in questi mesi, figurarsi un giocatore come Mario Balotelli, che potrebbe minare seriamente la tranquillità di uno spogliatoio con cui già in passato ha avuto parecchi problemi. Strama sta riuscendo a gestire molto bene Cassano, qualche problema in più lo sta avendo con Sneijder, piazzarci anche una bomba a orologeria come Balo potrebbe trasformare la Pinetina in una potenziale polveriera.

Il “No Grazie”, oltre alle questioni economiche legate all’acquisto del suo cartellino e al suo relativo ingaggio da top player, però è soprattutto tecnico perché a gennaio l’Inter ha bisogno di altro. Serve prima di tutto un regista in mezzo al campo, per impostare e far girare il pallone, uno o più esterni veri di ruolo, un difensore centrale e un vice Milito, non sicuramente un’altra prima donna che a fatica si accomoderebbe in panchina per esigenze di squadra. Con Palacio, Cassano e Milito l’attacco è già a posto, manca solo una prima punta che possa far tirare il fiato al Principe. Alla qualità ci pensano invece Sneijder e Coutinho, con la speranza che anche Alvarez possa sbloccarsi e dare il suo contributo.

Naturalmente poi nei contro ci sono anche tutte quelle macchie, che non possono certo essere cancellate da una semplice visita estiva alla Pinetina. Il lancio della maglia alla fine della grande vittoria con il Barcellona, gli scontri ripetuti con Mourinho, il difficile rapporto con la curva nerazzurra,i flirt con il Milan e Galliani non possono poi essere resettati con un colpo di spugna, senza dimenticare il suo agente-mercante Raiola, da cui Massimo Moratti preferisce mantenersi a distanza di sicurezza.

Per il momento è quindi un “No grazie”, un rifiuto gentile che potrebbe già cambiare nel prossimo futuro, quando Milito avrà qualche capello bianco in più e forse Cassano si sarà stufato di giocare ad alto livello. Se però anche Roberto Mancini, il suo padre calcistico per eccellenza, se ne vuole sbarazzare e non ne può veramente più delle “balotellate”, in campo e di notte, tra tribune e night, un grande e grosso dubbio sembra destinato ad accompagnare in parallelo Supermario e la sua carriera, sempre che la paternità e il figlio che presto gli darà Raffaella Fico non riescano nel miracolo.

In questa dolce attesa rimane un solo, semplice ed educato  “No Grazie”.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 15 novembre 2012 alle 00:00
Autore: Marco Barzaghi / Twitter: @marcobarzaghi
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