La Gazzetta dello Sport ha raccolto le testimonianze dei compagni di squadra dell'Inter che vinse il campionato nel 1979/'80 insieme al compianto Evaristo Beccalossi. Le riassumiamo qui:

Alessandro Altobelli: "Era mio fratello. Sono morto anch'io. Soffro per non essere al funerale. Non l'ho mai lasciato e lui non lascerà mai me".

Graziano Bini: "In ritiro ridevamo fino alle 4. Segnò un gol incredibile alla Lazio e pensai: ma che roba è? Fortissimo".

Gianpiero Marini: "Solare, intelligente, genio e sregolatezza. Mi chiedeva: "Il rigore col destro o col sinistro?" Ci macherà".

Roberto Mozzini: "La nostra Inter dello Scudetto dell'80 era fantastica, satavmo sempre insieme e lui era un grande".

Carlo Muraro: "Era un artista, amava l'allegria in campo e fuori. Gli chiesi se fosse pentito di come avesse gestito la vita, rispose no".

Giancarlo Pasinato: "Scappava dai ritiri per andare a cena. "Voi mi supportate e... sopportate", diceva. Ai livelli di Totti e Del Piero".

Giuseppe Bergomi: "Debuttai in quell'Inter, porto nel cuore il ricordo di un appassionato del calcio e della vita. Un faro".

Franco Pancheri: "Un mostro del dribbling. Faticavi a marcarlo. Uno spirito libero a cui era impossibile non volere bene".

Ivano Bordon: "Mi vengono in mente gli anni bellissimi passati insieme. Lo piangono tutti i tifosi, non solo quelli dell'Inter".

Gabriele Oriali: "Mi mancherà molto: perdiamo un genio e un amico fraterno. Impossibile non volere bene al Becca".

Sezione: Copertina / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 08:28
Autore: Antonio Di Chiara
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