Dopo l'anno record grazie soprattutto alla cavalcata in Champions, l'Inter riesce a mantenere in equilibrio i conti nonostante l'uscita anticipata dall'Europa. Lo scrive oggi la Gazzetta dello Sport. "Nel 2024-25 l’Inter ha registrato il record di ricavi in Serie A: 545 milioni, al netto del player trading. Hanno inciso pesantemente un centinaio di milioni di proventi ritenuti dagli stessi amministratori “straordinari”, considerato che il budget viene redatto ipotizzando il raggiungimento degli ottavi in Champions - si legge -. Poiché i nerazzurri sono usciti di scena un turno prima, i 100 milioni extra sono diventati 115: 20 dal botteghino e 65 dai premi Uefa per il percorso 2024-25 dagli ottavi alla finale, 31 dal Mondiale per club che, come sappiamo, ha cadenza quadriennale. Nel frattempo, però, l’Inter ha continuato a lavorare sul proprio piano di sviluppo del giro d’affari organico, mettendo a segno una crescita stimata del 15% (a parità di partite giocate) nel segmento stadio e consolidando il trend positivo dell’area commerciale. Tra i fattori da menzionare: la revisione dei prezzi a listino degli abbonamenti, l’ottimizzazione della gestione del ticketing, l’incremento degli introiti da hospitality, il rinnovo e il lancio di nuove sponsorizzazioni a condizioni migliori e più remunerative, tali da compensare i minori introiti da bonus rispetto al 2024-25. Di conseguenza, lo stadio potrà girare attorno ai 90 milioni, i diritti tv intorno ai 170 (il primo posto in Serie A vale 2-3 milioni in più rispetto al secondo) e il settore commerciale sui 150. Compresi gli altri proventi, i ricavi dovrebbero aggirarsi sui 450 milioni (in calo rispetto ai 545 del 2024-25). Segno positivo, invece, per i proventi da player trading: erano 22 milioni l’anno scorso, oggi siamo già oltre i 30, in attesa della finestra di giugno".

Numeri che confermano la bontà della gestione attuale, capace anche di andare oltre ai flop di campo (quest'anno male in Champions). La Gazzetta sottolinea anche il taglio dei costi a livello di squadra: pesano, in positivo, le uscite dei vari Pavard, Correa, Taremi e Arnautovic. Anche l'avvicendamento tra Inzaghi e Chivu ha evidenziato guadagni sotto il profilo economico. "Il totale dei costi è stimato attorno ai 460 milioni (erano 482 nel 2024-25). L’altra voce rilevante che cambia è quella degli oneri finanziari: diminuiscono gli interessi del nuovo bond, sottoscritto a un tasso del 4,5% contro il 6,75% del precedente, e scompaiono gli oneri caricati nello scorso esercizio per il rimborso anticipato - puntualizza la rosea -. Calano così di circa 20 milioni i costi della gestione finanziaria. Tutto considerato, se il risultato prima delle tasse 2024-25 era positivo per 50 milioni (con un utile netto di 35), al 30 giugno 2026 l’Inter potrebbe centrare un altro segno più: la stima è attorno a 5 milioni per il risultato ante imposte". Ovviamente sono stime del giornale, anche perché sul tavolo restano variabili come l'esito finale di campionato e Coppa Italia e il mercato di giugno. 

"La sostanza, però, è che l’Inter ha adottato un modello di business che, con la partecipazione alla Champions e una buona raccolta dal player trading, consente una gestione equilibrata, sostanzialmente in pareggio o, nella peggiore delle ipotesi, con una perdita contenuta. Era esattamente l’obiettivo che voleva raggiungere Oaktree", si legge.

Sezione: Copertina / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 11:02 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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