Oggi, ancora di più rispetto a cinque mesi fa, Simone Inzaghi è convinto che accettare la corte dell'Inter sia stata la scelta migliore. Il 16 ottobre sarà però il giorno dello scontro con il suo passato e del ritorno all'Olimpico, dove ci sarà da sfidare la Lazio. Per il tecnico nerazzurro non sarà una gara come le altre, ma una sorta di 'derby', come lo descrive oggi il Corriere dello Sport.
Il giornale romano torna indietro alla fine di maggio per raccontare il divorzio tra Simone e il mondo biancoceleste. A mezzanotte tra il 26 e il 27 maggio non aveva ancora detto sì alla Lazio: il contratto lo aveva firmato Claudio Lotito, non il tecnico. C'erano dei dubbi ma si stava andando verso l’accordo, anche se con qualche forzatura: la proposta era di un rinnovo triennale (sino al 30 giugno 2024) con ingaggio da 2,6 milioni di euro più bonus.
"L’accelerazione mediatica nacque da indiscrezioni premature e capovolte nella mattinata successiva - racconta il Corsport -. Dopo 22 anni Simone doveva decidere se restare alla Lazio o se svoltare, accettando l’offerta dell’Inter, entrata in pressing martedì 25 maggio, due giorni dopo la fine del campionato e il divorzio da Conte". Inzaghi si era sentito tradito per primo arrivando a Reggio Emilia per l’ultima stagionale con il Sassuolo, scoprendo tra venerdì e sabato di un incontro tra Lotito e Gattuso, a sua volta in trattativa con la Fiorentina.
L’appuntamento per il rinnovo era fissato per mercoledì 26 a Villa San Sebastiano. "L’incontro, allargato al ds Tare, proseguì sino a notte fonda a Formello. Simone, tornato a casa, non riuscì a chiudere occhio. L’Inter era incombente, aveva già allertato Tinti, il suo ex manager. Quella notte capì che era arrivato il momento di lasciare la Lazio e scelse. La mattina dopo alle 9,30 lo aspettava il segretario Calveri a Formello per la firma. Simone telefonò a Lotito, voleva incontrarlo di nuovo per spiegargli le proprie ragioni e dirgli che sarebbe andato all’Inter. Il presidente lo invitò di nuovo a presentarsi a Formello per il rinnovo". Ma la decisione era stata presa, il resto è storia nota.
Il giornale romano torna indietro alla fine di maggio per raccontare il divorzio tra Simone e il mondo biancoceleste. A mezzanotte tra il 26 e il 27 maggio non aveva ancora detto sì alla Lazio: il contratto lo aveva firmato Claudio Lotito, non il tecnico. C'erano dei dubbi ma si stava andando verso l’accordo, anche se con qualche forzatura: la proposta era di un rinnovo triennale (sino al 30 giugno 2024) con ingaggio da 2,6 milioni di euro più bonus.
"L’accelerazione mediatica nacque da indiscrezioni premature e capovolte nella mattinata successiva - racconta il Corsport -. Dopo 22 anni Simone doveva decidere se restare alla Lazio o se svoltare, accettando l’offerta dell’Inter, entrata in pressing martedì 25 maggio, due giorni dopo la fine del campionato e il divorzio da Conte". Inzaghi si era sentito tradito per primo arrivando a Reggio Emilia per l’ultima stagionale con il Sassuolo, scoprendo tra venerdì e sabato di un incontro tra Lotito e Gattuso, a sua volta in trattativa con la Fiorentina.
L’appuntamento per il rinnovo era fissato per mercoledì 26 a Villa San Sebastiano. "L’incontro, allargato al ds Tare, proseguì sino a notte fonda a Formello. Simone, tornato a casa, non riuscì a chiudere occhio. L’Inter era incombente, aveva già allertato Tinti, il suo ex manager. Quella notte capì che era arrivato il momento di lasciare la Lazio e scelse. La mattina dopo alle 9,30 lo aspettava il segretario Calveri a Formello per la firma. Simone telefonò a Lotito, voleva incontrarlo di nuovo per spiegargli le proprie ragioni e dirgli che sarebbe andato all’Inter. Il presidente lo invitò di nuovo a presentarsi a Formello per il rinnovo". Ma la decisione era stata presa, il resto è storia nota.
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Domenica 03 mag
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Sabato 02 mag
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