Mentre l’Inter aspetta il Parma, ex squadra di Cristian Chivu che, quando si parla di scudetto evoca peraltro buoni ricordi ai tifosi del Biscione, i giocatori quasi campioni d’Italia sperano nell’assist perfetto di una matematica fin qui magnanime. Il 2-2 di Torino ha stranamente lasciato gli interisti tranquilli, per la prima volta in stagione liberi dalla stretta marcatura dell’ansia da risultato: il freno innescato in casa dei granata è servito a correre il rischio di tornare a vincere uno scudetto matematicamente sul campo del Meazza, lì dove la Benamata non conquista uno scudetto da ben 37 anni, quantomeno tra le mura del Meazza addobbate di nerazzurro visto il titolo vinto contro i cugini due anni fa, proprio a San Siro ma in una San Siro rossonera.

Un assist storico che a rigor di di giustezza non supporta lacrime né lamentele e al contrario carica di entusiasmo tifosi e giocatori che dopo l’anno solare trascorso trovano curativo il focoso abbraccio nel quale i quasi 80 mila di San Siro potrebbero essere attanagliati nel caso in cui al triplice fischio di Bonacina il tabellino dovesse indicare la vincente alla voce ‘1’.  Una probabilità non assicurata dalla matematica che potrebbe giocare ai nerazzurri qualche beffardo scherzetto consegnando loro il titolo prima di scendere in campo, ‘rovinando’ il tripudio del novantesimo che, senza storie, darebbe alla vittoria un sapore sublime. Sapore che, appunto, potrebbe essere guastato da un pizzico di acre che dagli altri campi potrebbero servire nell’antipasto di Inter-Parma, quando le inseguitrici della capolista saranno già scese in campo, entrambe su due probanti rettangoli verdi che potrebbero vederle agguantare un risultato diverso dalla vittoria.

Le combinazioni sono ormai dette, ridette, sapute e risapute, lo sa bene Fabio Grosso che a proposito di… sembra voler giocare il ruolo di ‘disturbatore’, autoinvitandosi ad una festa alla quale vuole partecipare seppur da lontano. "Nel primo tempo con l'Inter abbiamo fatto una partita molto bella, poi siamo stati puniti da determinati episodi, per fare quello che abbiamo fatto noi c'è bisogno di tantissimi ingredienti perché vuol dire che all'interno ci sono giocatori di grande potenziale e giocatori che hanno messo a disposizione del gruppo le loro qualità”, ha detto ricordando proprio il roboante ko incassato per mano dei nerazzurri che ora per vincere lo scudetto in casa hanno ‘un nemico in più’. L’allenatore dei neroverdi, che all’andata proprio contro il Milan ha giocato la sua miglior partita stagionale, vorrà replicare quanto fatto al Meazza, riuscendo magari a strappare quel sorriso che non è riuscito a mantenere per tutti i novanta minuti con l’Inter, quando partì bene salvo poi schiantarsi contro la furia di Lautaro e compagni. Ai quali stavolta sarà lui a voler se non rovinare quantomeno ‘sporcare’ il sorriso.

Ma i nerazzurri non temono avversari, non questa volta. E alle tante fantozziane nuvole che negli ultimi giorni soprattutto si sono addensate sopra Appiano Gentile, l’Inter continua con coerenza la sua interpretazione di anti-eroe: a dover dare tutto con assoluta e rigida serietà sono stavolta gli altri, dalle parti di Appiano e di San Siro la filosofia è cambiata… ora anche Chivu può dismettere “la maschera che questo mondo offre” - per citare le sue stesse parole (LEGGI QUI) - e tornare a sfoggiare sé stesso nella sua completezza, ri-sfoggiando il suo più sincero lato umano e tornare a ridere davvero. D’altronde ‘Why so serious?’ - direbbe il più figo degli anti-eroi -, la gravosità oggi è tutta su spalle, gambe e campi altrui.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 17:45
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi