Stadi nuovi, un discorso sempre di attualità. Anzi, oggi più che lo mai si può dire che lo diventi ancora di più. Sì, può apparire il discorso trito e ritrito degli ultimi tempi che alla fine, purtroppo, rischia di non portare da nessuna parte ancora per un po’, ma è necessario parlarne. I dati emersi dall’analisi della Gazzetta dello Sport di domenica parlano chiaro: gli amanti del calcio stanno sempre più abbandonando l’emozione della partita dal vivo a vantaggio della visione assai comoda dal divano di casa, di fronte allo schermo della propria tv. I fattori che hanno portato a questa grigia inversione di tendenza, inutile stare qui ad elencarli. Quello che però salta all’occhio è inevitabilmente un dato, tra i tanti.

Abbiamo detto della percentuale di riempimento degli stadi durante le partite casalinghe, di come l’Inter in questi primi turni di campionato, complici anche i due incontri di cartello disputati con Roma e Napoli, avversari indubbiamente di grande richiamo al botteghino, vanti una percentuale ben superiore di affluenza rispetto al Milan, che ha affrontato le prime gare in casa con Lazio, Udinese e Cesena. Ma a svettare in questa classifica speciale c’è, con un roboante 88%, la Juventus. Juventus che proprio a settembre ha inaugurato la sua nuova casa, il suo stadio di proprietà. Una mossa definita già azzeccata in partenza, e che in queste prime giornate di campionato si è confermata tale.



Passo avanti importante della società bianconera, che però invita a riflettere sull’importanza di muoversi il più in fretta possibile su questa strada, a prescindere dall’attesa del varo della fatidica legge che da tanto tempo ormai balla tra le due Camere. Discorso che vale anche e soprattutto per l’Inter, per la quale già da anni si è aperto un discorso legato all’eventualità di avere un impianto proprio, parole alle quali purtroppo non sono potuti seguire fatti concreti. Adesso, però, la scelta non è più ulteriormente prorogabile. Uno stadio tutto per l’Inter, intorno al quale costruire un vero e proprio polo d’attrazione per tutti i tifosi nerazzurri, diventa quasi una necessità, per la Beneamata così come per tutti gli altri club. Certo, il fascino di San Siro rimane qualcosa di inattaccabile, ma purtroppo l’Italia è troppo indietro sul piano delle infrastrutture e questa svolta serve eccome.

Serve anche per un altro discorso al quale la costruzione di un impianto di proprietà farebbe da sponda ideale: quello legato al Fair Play Finanziario. L’avere uno stadio in proprio non solo rientra tra le spese cosiddette virtuose elencate dai nuovi regolamenti Uefa, ma rappresenterebbe anche una fonte di introiti certi di primaria importanza, introiti che andrebbero a rappresentare una piacevole ventata d’aria buona per il bilancio del club. Insomma, sembra il solito discorso, ma non guasta mai rifarlo: il presente (chiamarlo futuro forse è inopportuno) del calcio chiama l’Inter e l’Italia, serve una risposta pronta, pena perdere definitivamente un treno troppo importante.
 

Sezione: CALCI E PAROLE / Data: Dom 09 ottobre 2011 alle 17:05
Autore: Christian Liotta
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