Schieramenti speculari per le due squadre, entrambe in campo con un 3-5-2 pulito, con Antonio Conte che lascia fuori Christian Eriksen e punta sul dinamismo di Matias Vecino, mentre in difesa rinuncia ad Alessandro Bastoni e dà fiducia a Diego Godin. Per contro, Simone Inzaghi non rischia Joaquin Correa e conferma gli undici che stanno facendo bene in queste settimane. Sulla carta, un bel confronto dal punto di vista tattico tra le principali rivali della Juventus per lo scudetto.

L'avvio degli ospiti è propositivo soprattutto dal punto di vista della pressione, con Nicolò Barella e Vecino che a turno si aggiungono a Lautaro Martinez e Romelu Lukaku per disturbare il palleggio dei laziali quando il pallone viene allargato a Luiz Felipe o Stefan Radu. Inoltre, l'argentino ha sin dall'inizio compiti specifici di copertura su Lucas Leiva (con conseguente perdita di lucidità nella fase offensiva), per intasare la costruzione del gioco del playmaker. Anche per questo, quando riesce a superare il pressing, la Lazio lascia il pallino a Luis Alberto e Sergej Milinkovic-Savic, che cercano di inventare gioco (clamoroso legno del serbo in avvio).

Entrambe le formazioni cercano di girare il pallone con calma, anche perché raramente si fanno trovare impreparate dietro. E' evidente una costante ricerca degli esterni, con Antonio Candreva più efficace in fase offensiva rispetto ad Ashley Young, ben contenuto da Adam Marusic. Più in difficoltà sull'altra corsia Jony.

Dopo i primi 20 minuti i padroni di casa guadagnano una leggera supremazia nel possesso palla, grazie anche al movimento di Luis Alberto che arretra molto per ricevere il pallone e affianca Leiva nel ruolo di playmaker, senza trovare particolare opposizione fino alla trequarti. Dal canto suo, appena può l'Inter riparte con gli inserimenti tra le linee di Vecino che spezzano in due la fase difensiva biancoceleste. Bene anche Lukaku, che con i suoi movimenti a uscire partecipa alla manovra e allarga il pallone sugli esterni.

Il finale della prima frazione è di marca biancoceleste, perché i nerazzurri faticano a ripartire e si schiacciano troppo, permettendo agli avversari di far girare il pallone sugli esterni, soprattutto a sinistra dove Jony mette in area palloni interessanti. L'uomo in più negli ultimi 20 metri è SMS, che trova ottimi tempi di inserimento ma poi si infrange contro il muro difensivo dell'Inter. All'improvviso, però, come una folgore la squadra di Conte trova la rete grazie a una ripartenza avviata e conclusa da Young, che vede ben cinque giocatori in maglia nera contro quattro padroni di casa.

La ripresa inizia come era finito il primo tempo, con la Lazio che attacca a testa bassa e guadagna subito il rigore del pareggio con Immobile, con una giocata abbastanza classica: lancio di Luis Alberto nel cuore dell'area per SMS e pasticcio di Milan Skriniar che costringe Stefan de Vrij al fallo da rigore. Dopo il pari, Conte fa una cosa mai vista finora: inverte Godin (che va a sinistra) e Skriniar, stante la difficoltà del primo su Milinkovic-Savic, avanzato da Inzaghi per renderlo più pericoloso.

Al minuto 64' Inzaghi manda in campo Manuel Lazzari per Jony e Joaquin Correa per Felipe Caicedo. Nel primo caso l'intenzione è dare freschezza alla corsia destra (Marusic si sposta a sinistra), nel secondo maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva contro tre centrali di ruolo non particolarmente veloci.

La rete di SMS è il giusto premio alla pressione esercitata dalla squadra di casa, che costringe l'Inter a difendere bassa, non certo la specialità della casa. Gli esterni nerazzurri salgono meno spesso, preoccupati da quelli avversari, mentre Lukaku non riesce a difendere sufficienti palloni per permettere ai suoi di salire rapidamente. C'è anche stanchezza, anche per questo Conte corre ai ripari inserendo Eriksen e Victor Moses al posto di Marcelo Brozovic e Candreva. Il ruolo del croato in campo lo prende Barella, che si abbassa permettendo al danese di agire più alto da mezzala con compiti di accentramento, mentre Vecino continua a tagliare in area.

Inzaghi risponde con Danilo Cataldi al posto di uno stremato Leiva. Nel finale gli ospiti alzano necessariamente il baricentro, ma c'è poca logica nella manovra offensiva. Anche e soprattutto quando Alexis Sanchez sostituisce Godin a 4 minuti dalla fine, elaborando un 2-5-3 estremamente offensivo ma inefficace. Palloni gettati in area preda dei centrali biancocelesti e poco altro nella bagarre conclusiva che premia la capacità della Lazio di accelerare nel secondo tempo e punisce le difficoltà dell'Inter nel gestire, come spesso accaduto in questa stagione, il vantaggio.

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Sezione: Angolo tattico / Data: Lun 17 Febbraio 2020 alle 11:30
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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