Marco Valerio Ricci, mental coach (o meglio ancora ottimizzatore di performance) racconta al Corriere dello Sport i meriti di Cristian Chivu nel trionfo dell'Inter di questa stagione. "Sembra una persona molto centrata, che si lascia toccare poco dai fattori esterni. Ha saputo trasmettere solidità alla squadra e sopperire ad assenze importanti come quella di Lautaro - afferma - Il grande merito di Chivu è stato il recupero della squadra dal punto di vista mentale. E per farlo si riparte da zero, ricostruendo tutto. Chivu ha ereditato un nucleo forte ma è ripartito con le sue idee. Ha saputo creare un gap temporale mentale tra questa stagione e quella passata: i giocatori in buona parte sono gli stessi ma la squadra è cambiata. La filosofia di Inzaghi, che aveva una personalità molto forte, non si sente più".

"I nuovi innesti, specialmente se giovani e affamati come Pio Esposito, aiutano a dare nuove energie e motivazioni. Ma anche dando più responsabilità a chi in passato ne aveva avute meno. Si taglia con i ruoli, non con i personaggi. Quanto merito ha Chivu? Molto, ma vado controcorrente e dico che le concorrenti hanno avuto troppi passaggi a vuoto. Ad esempio il Napoli, come spesso succede al secondo anno di Conte: lui spreme tantissimo i suoi giocatori e poi è difficile andare ai suoi ritmi. Magari l’Inter avrebbe vinto lo stesso, ma non così facilmente».  

 "Chi è più pronto per la volata Champions? Il Napoli deve esserlo, Conte è un martello: non ammetterebbe niente di meno ed è bravissimo a motivare i giocatori. Nel trend positivo poi vedo la Juventus: Spalletti è un allenatore molto intelligente e capace a tenere la barra dritta. E poi dico Roma: non solo perché hanno Malen in totale fiducia ma anche perché Gasperini è un fine psicologo".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 09:10
Autore: Antonio Di Chiara
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