Una vera e propria nuova idoneità sportiva: questo ciò che dovranno certificare i calciatori prima di poter riprendere la stagione (virus permettendo). Stando ai consigli della Federmedici, il primo passo è la divisione in due gruppi: da una parte i positivi accertati e guariti. Ma - come spiega la Gazzetta dello Sport - anche quegli atleti che a giudizio del responsabile sanitario "abbiano avuto sintomi riferibili – fra i quali 37,5 gradi di febbre, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia". Dall’altra ci sono i negativi, gli asintomatici nel periodo (quindi i non testati), ma anche coloro che sono stati a contatto con i positivi (compagni di squadra o familiari). La prima parte del protocollo prevede tamponi per tutti, anche da ripetere ogni 4 giorni. Per chi non è stato contagiato, poi, sono previsti alcuni test da sforzo e alcuni esami in aggiunta, mentre ben diverso è il percorso per i contagiati, che dovranno affrontare un percorso molto più lungo (15 giorni) per un graduale recupero.

"Le raccomandazioni fissano i paletti indispensabili per ripartire - evidenzia la Gazzetta -. L’obiettivo è quello di prendere in considerazione tutte le variabili per tutelare la salute degli atleti. In particolare, bisognerà verificare gli effetti della “positività” sui giocatori colpiti dal virus, monitorando assiduamente alcuni parametri".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 05 aprile 2020 alle 09:48 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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