"Non sono sorpreso perché ho lavorato a stretto contatto con Cristian ed era evidente che avesse una qualità e una personalità sopra la media per fare questo mestiere". Questo l'attestato di stima di Andrea Zanchetta nei confronti di Cristian Chivu. Intervistato da TMW, il tecnico (con un lungo passato nel settore giovanile nerazzurro) applaude il lavoro del romeno al suo primo anno sulla panchina della prima squadra del Biscione: "Quello che mi ha sorpreso è stata la capacità di lavorare su cose che gli venivano meno, come l'aspetto comunicativo che ha migliorato tantissimo. Dal punto di vista tecnico è stato bravissimo a empatizzare con la squadra e a dare quella mentalità di rivalsa dopo il massacro mediatico della scorsa stagione. Ha compattato la squadra per raggiungere il massimo degli obiettivi. A parte lo scivolone in Champions, che ci poteva stare, per il resto ha fatto un percorso incredibile". 

È rimasto sorpreso dall'impatto di Pio Esposito?
"Non era scontato questo impatto, ma la bravura di Cristian e della società è stata quella di capire bene i tempi. Nessuno gli ha mai messo pressione, quella è arrivata dopo in seguito alle prestazioni che ha fatto. Nessuno pensava che potesse fare quello che ha fatto oggi. Questa è stata la bravura dell'Inter: puntare su un giovane pur non sapendo che avrebbe potuto fare così bene. E' una cosa fondamentale che ogni tanto manca nel calcio italiano, perché non è usuale che un giocatore che viene da una buona annata a Spezia giochi all'Inter e sia determinante. Non è la normalità. Oggi invece siccome ci piace parlare per luoghi comuni sembra che un giovane debba entrare e determinare fin da subito sennò non va bene. Non è così. Ci sono dei momenti per cui le cose girano alla grande, e altri in cui il giovane fa più fatica. Per questo vanno dati tanti meriti all'Inter e alla loro capacità di saperlo aspettare". 

Farebbe bene l'Inter a riportare a Milano Aleksandar Stankovic?
"E' sempre stato un profilo interessante, che ti rubava l'occhio per fisicità, intelligenza e maturità. Quando lo allenavo io era un po' pigro perché capiva di essere più avanti degli altri e si sforzava un po' meno, ma era talmente intelligente che capiva di dover alzare subito il livello quando giocava con la categoria superiore e gli vedevi fare cose che con la sua categoria non faceva. L'esperienza all'estero certamente lo ha fortificato e gli ha dato modo di giocare in un contesto più favorevole sulla gestione dei giovani. Per me è un profilo importante, spero con tutto il cuore che l'Inter possa riportarlo a casa".  

Sezione: News / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 16:14
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.