Dopo le sue parole a Calciomercato.com, Davide Santon, ex terzino nerazzurro, chiarisce la sua posizione in merito al passato all'Inter: "Cari lettori,

scrivo questa lettera per chiarire alcune mie dichiarazioni rilasciate nell’intervista pubblicata ieri su questo prestigiosissimo sito.

Ho ricevuto infatti tantissime, troppe critiche (per non dire insulti) via internet, per cui vorrei specificare meglio la mia posizione.

Non voglio cambiare versione, assolutamente, ma solo spiegare cosa intendessi dire con le mie affermazioni.



Ribadisco che io in Inghilterra mi sono integrato alla perfezione, lo si legge nel cappello iniziale del giornalista e avvaloro la mia posizione nella stessa intervista pubblicata ieri, quando spiego come non mi manchi l’Italia e come sia felicissimo che i dirigenti del Newcastle abbiano rifiutato l’offerta della Roma. Tra l’altro ho letto di un interessamento nei miei confronti del Napoli: lusingato da tantissime attenzioni ma ripeto, io al Newcastle sto benissimo, mi sento apprezzato e importante, ho trovato l’amore, nessuno nel club ha intenzione di cedermi e dunque non ci sono i presupposti per lasciare l’Inghilterra. E questa non vuole essere una mancanza di rispetto verso i tifosi giallorossi o napoletani, ma solo la volontà di proseguire la mia avventura Oltremanica dove davvero sento la fiducia di tutti.

Per quanto riguarda il capitolo Inter voglio precisare come io posso solo ringraziare i nerazzurri, oltre al mister Josè Mourinho, per avermi fatto esordire nel calcio che conta. Non dimenticherò mai il mio periodo con la casacca della Beneamata, ricco di vittorie e soddisfazioni. Su internet ho letto titoli come:”Santon si sfoga” o “Santon al veleno”, ma non è assolutamente così. Non sono uno che “sputa nel piatto dove ha mangiato”, e bene, per tantissimo tempo. Ma il mio tempo con l’Inter era finito. Non giocavo, volevo dimostrare di che cosa fossi capace, ed è per questo che sono andato via. E questo concetto è molto chiaro nell’intervista di ieri. Quale giovane giocatore preferirebbe marcire in panchina piuttosto che giocarsi le sue carte in un club prestigioso dove tutti credono in lui? Penso che sia ovvio come non potrei andare in una squadra dove non potrei essere schierato con continuità. Ma non lo dico con cattiveria o voglia di rivalsa, è semplicemente la conseguenza della voglia di poter giocare e dimostrare quello che valgo.

Passiamo al terzo e ultimo punto, quello più spinoso, che ha fatto arrabbiare e ha deluso tanti tifosi dell’Inter (che come spiegato nell’intervista con me sono stati semplicemente splendidi).

Quando ho detto che da “bambino ero tifoso del Milan e che sarebbe bellissimo giocare lì” intendevo solo dire come piacerebbe ad ogni ragazzo che voglia giocare a calcio e ha la passione di questo sport vestire i colori della squadra per cui simpatizza (nel mio caso simpatizzava). Ma questo non è certamente un attacco o una stilettata all’Inter. E anzi è proprio per il rispetto che nutro verso la Beneamata che ho aggiunto come, nel caso in un futuro lontano (perché io ora voglio rimanere al Newcastle, scusate ma è evidente che repetita iuvant) mi si presentasse l’occasione di andare al Milan, dovrei riflettere su questa possibilità. Proprio perché all’Inter ho vissuto anni bellissimi, con giocatori fantastici e tifosi splendidi
".

Sezione: News / Data: Mar 24 luglio 2012 alle 01:30
Autore: Fabrizio Romano
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