A poche ore dalla serata di Champions League che vedrà l'Inter andare a caccia della rimonta con il Bodo/Glimt, Beppe Marotta fa tappa al 'Premio di letteratura sportiva PC Milano Sandro Ciotti 2025'. A prendere parola davanti ai cronisti è Vito Cozzoli, autore del libro 'L'anima sociale e industriale dello sport' la cui prefazione è stata scritta proprio dal presidente dell'Inter: "L'idea è nata per raccontare l'anima sociale e industriale dello sport che sono complementari e si integrano. Lo sport è coesore sociale e ammortizzatore collettivo ma anche industria, crescita, sviluppo e innovazione. Lo sport è oggi un diritto per tutti e con la prefazione di Marotta abbiamo dimostrato che lo sport ha è una forza trasformatrice di cambiamento e crescita della nostra comunità".

"I valori dello sport sono tanti e tutti positivi - dice invece il numero uno del club nerazzurro, come raccolto da FcInterNews.it -. È una grande palestra di vita e non solo di obiettivi, ma racchiudono una crescita. Lo sport deve essere un diritto riconosciuto ma anche una pratica diffusa e tutti devono svolgere un'attività. Queso è un monito che mi sento di dire. Vito ha affrontato queste tematiche nel suo libro in modo molto puntiglioso. Sono contento per Vito, se lo merita perché ha scritto un libro di grande qualifica per un'opera che sicuramente ha un impatto molto positivo". Marotta poi va via 'dribblando' le domande sulla partita di questa sera.

Questo, invece, l'intervento dal palco del presidente interista: "Sono molto felice di essere qui, conosco bene questa realtà che è meritevole di attenzione, come il fatto che quest'associazione celebri il saggio di Vito, al quale faccio i miei apprezzamenti. Tratta non della biografia di un campione o di un avvenimento storico, ma di un fenomeno sociale. Lo sport è un contenitore di grandi valori, una palestra di vita. Quando si parla di me si parla del presidente dell'Inter e quindi del calcio dei grandi numeri, tra l'altro qui c'è anche Simonelli che è il presidente della Lega Serie A che poi muove centinaia di milioni. Ma non è quello che voglio rappresentare in questo intervento, bensì il valore sociale dello sport. Accanto a questo modello di businnes ho anche 700 bambini e bambine che dobbiamo gestire e che vivono più con noi che con le loro famiglie, quindi abbiamo grandi responsabilità. Questi saranno gli uomini di domani, quindi servono grandi maestri ed educatori che devono insegnare il fair play e i valori positivi. Che si vinca o che si perda non è da tenere in considerazione. Nelle Olimpiadi abbiamo visto la Norvegia che è l'esempio più portante per tutti noi, dove lo Stato si fa carico di promuovere l'attività sportiva avvicinandoli gratuitamente. In Italia non si può più, io combatto per questa cosa. È vero che l'articolo 33 della Costituzione sancisce lo sport come diritto, ma è anche vero che se ci avviciniamo ad associare i nostri figli ad una qualsiasi società bisogna pagare la cosiddetta retta e non tutti sono in grado di farlo. E quindi diventa uno sport d'elite, non riservato a tutti: deve intervenire sicuramente il mondo scolastico, con la scuola che torni a tempo pieno. Accanto alla parte didattica deve esserci quella sportiva, perché lo sport è un patrimonio che dobbiamo difendere e tutelare perché rappresenta la scuola più importante per i ragazzi che diventeranno gli uomini del domani. Questo è quello che ho voluto spiegare nella prefazione". 

Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 18:23 / Fonte: dall'inviato Simone Togna
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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