Lunga intervista del doppio ex César Aparecido Rodrigues che, in vista di Inter-Lazio in programma per domani, è stato intervistato da Derbyderbyderby.it, dove il brasiliano sull'ennesimo scontro decisivo tra le sue due ex squadre ha detto: "Sarà un match bellissimo perché entrambe le squadre giocano a calcio, ed è questo l'aspetto più importante. L'Inter lotta per lo scudetto, la Lazio è alla ricerca di un posto in Champions: entrambe hanno grandi obiettivi. Sarà una partita interessante, tra due formazioni con moduli diversi ma valori tecnici importanti in campo, in grado di decidere il risultato. Una sfida molto attesa da entrambe le società. Credo nello spettacolo, in una gara giocata a viso aperto, perché con obiettivi così ambiziosi, non ci si può nascondere".
Nella corsa al quarto posto, Lazio e Juventus sono appaiate, seguite da Roma, Bologna e Milan. Secondo te chi ha più chance di qualificarsi alla Champions? E la squadra di Baroni quante possibilità ha in previsione anche di Inter-Lazio?
"È ovvio che le squadre davanti abbiano la precedenza, perché i numeri parlano chiaro. Ma parliamo di uno, due, massimo tre punti di differenza. Chi è avanti ha la possibilità concreta di qualificarsi, mantenendo il distacco. Io però spero nella Lazio, è ovvio. Spero che ce la faccia, anche se è difficile, perché davanti ha l'Inter, una squadra costruita per vincere lo scudetto. È dura, è tosta. Inter-Lazio sarà decisiva".
Hai giocato con Simone Inzaghi ai tempi della Lazio: te lo aspettavi potesse diventare un grande allenatore? E cosa pensi del suo percorso sulla panchina dell'Inter, arrivato ora in finale di Champions?
"Nella mia Lazio c'era Simeone che era considerato più grintoso, con una personalità molto forte. Simone Inzaghi invece, è sempre apparso più sereno e tranquillo, ma questo non gli ha impedito di compiere un grande percorso. Alla sua seconda finale di Champions ha conquistato anche il ventesimo scudetto. Credo abbia dimostrato pienamente il suo valore. Grande Simone, davvero grande."
Chi vedi favorita per la vittoria dello Scudetto?
"Come dicevo, al momento il Napoli ha la precedenza per lo scudetto, semplicemente perché ha un punto in più dell'Inter. Questo è un dato, è nei numeri. Ma guardando le ultime partite di entrambe le squadre, può succedere davvero di tutto. Tutto è ancora aperto e molto dipende da Inter-Lazio".
Il 31 maggio si giocherà la finale di Champions League tra Inter e PSG. L'Inter è arrivata in fondo con una grande prova di forza contro il Barcellona. Che tipo di sfida ti aspetti e chi vedi favorita?
"L'Inter è arrivata in finale con forza, con prepotenza. Ha dimostrato una grande tenuta fisica e mentale, qualità fondamentali per affrontare una finale importante. E una squadra fortissima, velocissima, con valori tecnici elevatissimi. Rispetto al Paris Saint-Germain, non vedo in loro la stessa mentalità dell'Inter. Non vedo quella forza interiore, quella dinamica, quella personalità. Il PSG ha qualità, certo, ma non ha la mentalità dell'Inter. E proprio per questo io ci credo".
Tu hai indossato le maglie sia della Lazio che dell'Inter. Hai qualche aneddoto divertente da raccontarci, legato agli spogliatoi o a momenti vissuti a Roma e Milano? Con quali ex compagni di Inter e Lazio sei rimasto in contatto? Con chi avevi e hai un rapporto speciale?
"Tantissimi, davvero tantissimi. Sono ragazzi che ricordo con grande affetto. Simone Inzaghi e lo stesso Simeone, che quando è tornato in Italia sono andato a trovare. Ma anche tanti altri come Luciano Zauri, Giuseppe Pancaro: un grande personaggio, una persona meravigliosa che ho avuto il piacere di conoscere. Giuseppe Favalli. Poi voglio menzionare anche Stefano Fiore, Giannichedda, lo stesso Bernardo Corradi, che oggi allena la Nazionale Under 20, se non sbaglio. Ci teniamo ancora in contatto e quando siamo a Roma capita spesso di vederci per una partita di calcio a otto. Ho veramente dei bei ricordi. Si tratta di annate che sono rimaste dentro tutti noi. E poi, naturalmente, anche i ricordi con l'Inter. Con gran parte di quei giocatori, Favalli, Stankovic, il grande Sinisa Mihajlovic, abbiamo giocato insieme sia alla Lazio che all'Inter. Due squadre che porto nel cuore".
Hai avuto il privilegio di giocare con Javier Zanetti all'Inter e con Alessandro Nesta alla Lazio: che ricordi hai di due capitani così simbolici? Cosa hanno rappresentato per te come uomini e leader?
"Javier Zanetti e Alessandro Nesta erano due capitani a tutti gli effetti, esempi di comportamento e professionalità di altissimo livello. Da loro ho imparato tanto: nella disciplina, nella mentalità, nel sacrificio. Proprio per questo queste due bandiere del calcio italiano sono rispettate ai massimi livelli. Ho avuto l'onore e il piacere di conoscerli, di condividere con loro lo spogliatoio e di giocare insieme. Ricordi indelebili, bellissimi. Due veri campioni".
C'eri in campo in quel famoso Lazio-Inter 4-2 del 5 maggio del 2002, che fece perdere lo Scudetto ai nerazzurri. Che ricordi hai di quella gara vissuta dalla sponda laziale?
"Io c'ero in quella giornata, entrai nel secondo tempo, in cui l'Inter perso lo scudetto, un momento difficile ma che fa parte dei ricordi, alcuni più belli, altri meno, purtroppo è così. Poi c'è stata l'esperienza del 2007-2008 all'Inter, quando rischiammo di perdere lo scudetto a Parma, con la Roma che vinceva a Catania. Due esperienze abbastanza simili. Nel calcio ci sono episodi, occasioni e situazioni che possono cambiare tutto. Ho grandissimo rispetto per Lazio e Inter, che per fortuna sono due squadre gemellate, con tifoserie che si rispettano, e questo è davvero importante. Ci tengo molto a sottolinearlo".
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