Pochi sorrisi e tensione alle stelle. È questo lo scenario che a Castel Volturno fa da set ambientale alla conferenza stampa di Antonio Conte che alla vigilia del match in casa del Parma si presenta in conferenza stampa dove ammette: "Se c'è normalità? No, normalità no, stai arrivando alla fine della stagione ed hai la fortuna di giocare per qualcosa di importante. Tutti arrivano alla fine della stagione, poi bisogna vedere come, cosa ti stai giocando, che stagione hai avuto. Non possiamo definirlo un finale normale, ma all'insegna di un obiettivo che sicuramente non era nelle nostre menti. Il nostro obiettivo l'abbiamo già raggiunto, più di uno, tornare in Champions e togliere un posto a chi l'anno scorso si era qualificato e squadre che ci avevano distanziato di 15 punti minimo, senza contare l'Inter a 41. Sicuramente quell'obiettivo è stato raggiunto, poi l'altro era dare fastidio e pure quello è stato raggiunto ed ora resta da vedere quanto fastidio vogliamo dare" ha detto l'alleantore del Napoli, squadra a +1 dall'Inter e impegnata domani contro l'ex nerazzurro Cristian Chivu: "Sono pressioni, stress, che ci siamo meritato, non possiamo dire che è tutto normale, solo chi non si è mai giocato niente può pensare che non ci sia coinvolgimento emotivo, passionale, c'è un po' di tutto e dovremo essere bravi a gestire. Preoccupazione? Non la chiamo neanche così, c'è l'imponderabile, tu prepari tutto nella maniera migliore possibile e poi però c'è l'imponderabilità, c'è il difensore del Genoa che intercetta la palla e si sgancia senza motivo e va in area nostra, un cross e di testa ti fa gol. Fa parte dell'imponderabile, in positivo ed in negativo, speriamo possa girare anche a favore nostro".
Quali sono le insidie del Parma che esprime un buon calcio?
"Stanno nella classifica, basta guardarla, loro lottano per salvarsi e quando è così tiri fuori le unghie, ti si allungano i denti e troveremo una squadra combattiva per fare risultato per salvarsi".
Conosce tutto dei suoi giocatori, che sensazioni ha pure a livello umano?
"Loro sanno che stanno giocando per un obiettivo non preventivabile, differente rispetto ai grandi club. Per i grandi club uno Scudetto in più o in meno non è che cambia tanto la vita, per una piazza come Napoli è storico, basti pensare che due anni fa non lo vinceva da 30 anni, da Maradona, e si sa la differenza, che tipo di differenza c'è anche nel vivere queste situazioni. Chi è abituato vive più serenamente tutto l'ambiente, chi non lo vive spesso è tutto l'ambiente che diventa molto ansioso, carico di tensione e dovremmo cercare di tenere nel giusto peso. I ragazzi lo sanno, sanno cosa significa vincere qui, l'abbiamo visto tutti, io per primo, cos'è successo due anni fa. Non voglio andare a quelli di Maradona, non erano nati, ma sappiamo cosa rappresenta, devi eventi che non avvengono spesso e se hai la bravura di farne parte e la fortuna significa restare nella storia anche della città".
Come si vive questa vigilia? Si parla con la squadra?
"L'ho detto dall'inizio, sento grande responsabilità, fin troppa. Sulle spalle gravita un peso bello importante, Penso di avere spalle larghe per gestire di situazioni, ma non posso negare che comunque ho un bel carico che magari in altre piazze non hai. Sono abituati a vivere queste situazioni, noi tutti abbiamo voglia di ripagare e l'abbiamo fatto, non dimentichiamo che ci è stata chiesta una bella torta e noi l'abbiamo fatto e presentata. Ritorno con 4 giornate d'anticipo in Champions che per il club e tutti è vita. Essere tra le prime due a partecipare alla Supercoppa, aver rivalorizzato la rosa che l'anno scorso aveva perso tanto, aver creato euforia ed entusiasmo, tutti sold-out ad ogni partita in casa. La torta l'abbiamo preparata, è bella, adesso c'è da mettere la ciliegina e sembra una cosa piccolina, ma poi rappresenta la storia, essere ricordati per sempre a Napoli. Abbiamo tutti voglia di fare qualcosa di straordinario, sapendo che abbiamo già fatto tanto tanto tanto. L'ho detto a loro, lo dico a voi, dobbiamo avere l'ambizione di essere ricordati. A Napoli si è ricordati se imprimiamo i nomi e cognomi in una vittoria".
Sul giocare in contemporanea e come isolare la squadra.
"Alla fine hai bisogno dell'aggiornamento, si aggiorneranno loro, non è importante. Sicuramente il risultato non potrà condizionare né una squadra né l'altra, non si può speculare in questo caso, devi pensare a fare il tuo, possibilmente vincere la partita. Noi dobbiamo pensare a noi".
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