La classifica stilata dalla Deloitte sugli introiti da sponsor e merchandising condanna il calcio italiano a un ruolo marginale rispetto alle big europee, con l’Inter nel dettaglio solo al quindicesimo posto in questa speciale classifica. Il giornalista del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo analizza la situazione globale del nostro calcio: "Se la carenza di stadi di ultima generazione condanna il calcio italiano all'immobilismo, a scavare un solco con i big europei è il settore commerciale. Da sponsorship e merchandising e, più in generale, da tutte quelle attività finalizzate alla valorizzazione del "brand", la Serie A incassa troppo poco rispetto ai concorrenti. Mediamente un team di Premier ottiene infatti ricavi per sponsorship e advertising pari a 35 milioni all’anno, una squadra spagnola 20 milioni, una russa 16,4. Nel contesto dei principali tornei continentali, le società italiane, con ricavi commerciali medi per 16 milioni, fanno meglio solo di Francia (14,5) e Olanda (12,8). Ma è la Bundesliga a fare da battistrada in questo settore: i club tedeschi, da sempre esempi di equlibrio economico-finanziario e ora anche di competitività sul piano sportivo ricevono in media 40 milioni all’anno. Nella stagione 2012/13 il settore commerciale ha prodotto circa 700 milioni, quasi il 33% delle entrate generali della Bundesliga: nel dettaglio il merchandising 120 milioni (+5,5%) e le sponsorizzazioni 579 milioni (+26%). In pratica il doppio della Serie A che si è fermata a 350 milioni. Se guardiamo poi alle società con il maggior fatturato nella Uefa, secondo la classifica stilata da Deloitte, il divario è palese. Una classifica che va comunque letta cum grano salis”. 



Questo perché, si legge, squadre come Psg e Manchester City godono di ricche sponsorizzazioni provenienti dalla stessa proprietà del club (quindi sotto osservazione dalla Uefa, come mezzo per aggirare il FFP): "I ricavi commerciali di Paris Saint Germain e Manchester City sono in effetti sub judice presso gli organismi contabili Uefa nell'ottica del fair play finanziario in quanto dipendono in larga misura da contratti con parti correlate, ovvero con enti e società riconducibili alla medesima proprietà del club. In particolare, sotto la lente d'ingrandimento della Uefa c'è l'accordo fra i 150 e i 200 milioni a stagione concluso tra il Psg, di proprietà della Qatar Sport Investment, e l'ente del turismo del Qatar, e quello tra lo stesso Psg e l'ente delle telecomunicazioni del Qatar Ooredoo con cui è stato firmato un contratto da 75 milioni per 5 stagioni. Gli introiti derivanti da questi contratti, che tendono ad aggirare la regola per cui il proprietario di un club non può ricapitalizzarlo oltre una certa soglia (45 milioni nel primo biennio 2012/13), dovranno essere in qualche modo "sterilizzati" e contabilizzati a valori di mercato (fair value), guardando cioè al peso economico delle sponsorizzazioni siglate da club di analogo livello. Lo stesso discorso vale per i rapporti commerciali tra il Manchester City e Etihad Airways, entrambi appartenenti alla galassia societaria dello sceicco Mansour”.

La Serie A resta comunque indietro, con la Juve appena 500mila euro superiore all’Inter e il Milan, prima tra le italiane, al decimo posto (con 28 milioni dii scarto sui nerazzurri): "Infine, per quanto riguarda la Serie A, la Juventus ha ricavi commerciali per 68,4 milioni (pari al 25% del giro d'affari totale, 52,5 milioni quelli indicati nel bilancio al 30 giugno 2013 per una diversa classificazione delle varie voci di entrata) che, secondo Deloitte, potranno aumentare in futuro visti gli accordi con Adidas (sponsor tecnico dalla stagione 2014/15), Samsung e Bwin. Per il Milan, sempre nella classifica Deloitte, sono stimati ricavi commerciali per 96,2 milioni (contro i circa 80 milioni evidenziati nel bilancio consolidato, anche qui per una diversa classificazione delle varie voci di entrata). Si tratta di un quota di oltre un terzo del fatturato che rappresenta in ogni caso la migliore performance in Italia nel settore, anche se si riscontra una contrazione marginale dell'1% (a cui dovrebbero rimediare i nuovi contratti con Banca popolare di Milano e Huawei, compagnia di tlc cinese). L'Inter che dopo il passaggio proprietario a Thohir punta sulla valorizzazione del brand e sul mercato asiatico per rilanciarsi ha incassato nella stagione 2012/13 circa 68 milioni dal settore commerciale, rinnovando la partnership con Nike e Pirelli".
 

Sezione: News / Data: Mar 18 marzo 2014 alle 16:47
Autore: Luca Pessina / Twitter: @LucaPess90
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