Dopo l'analisi offerta nel corso dell'ultima puntata de 'La Domenica Sportiva', Lele Adani esprime il suo pensiero sullo Scudetto dell'Inter anche in uno spazio editoriale per l'edizione online del Corriere della Sera. Partendo dallo spettacolo offerto martedì scorso da Paris Saint-Germain e Bayern Monaco in Champions League, spiega come l’Inter abbia meritato di vincere il campionato "perché ha sempre giocato per vincere. Con un atteggiamento votato a questo credo, anche quando poi ha perso, vedi la sconfitta con l’Udinese in casa, con la Juve a Torino, nei due derby, a Napoli. Puoi perdere, contro squadre che hanno valori tecnici importanti, e infatti ti sono appena dietro in classifica, ma giocando per vincere, sempre, consolidi una mentalità che ti accompagna anche nel resto del campionato. La bravura è di tutta la squadra, di come pressa, dell’intensità che ci mette, accettando anche duelli senza coperture. La cosa più importante è essere propositivi. Sono finiti i tempi delle migliori difese che vincono i campionati". Particolari meriti per l'innesto di Manuel Akanji: "Lo svizzero non ha paura di giocare la palla né di accettare l’uno contro uno senza copertura perché viene da un calcio di livello top dove queste sono richieste standard. Giocando, senza problemi, da perno o terzo di difesa in un sistema, il 3-5-2, che nessuno in Italia interpreta in maniera, appunto, così offensiva come l’Inter: lo testimoniano anche i 18 assist di Federico Dimarco, decisivi ancora di più vista la prolungata assenza di Denzel Dumfries".
In vista del futuro, secondo Adani l'Inter proverà a inserire in rosa esterni creativi "ma sempre nell’ottica di rafforzare lo spirito offensivo che, in più, nella produzione di calcio abbassa così tanto l’avversario guadagnando quel minimo di libertà in più nel tiro o nella giocata decisiva dalla distanza.. La squadra di Chivu non solo fa tanti gol (siamo a 82, 25-30 in più delle rivali) ma crea tanto e continuamente anche se ha dovuto rinunciare per diverse gare alla miglior coppia della A, Lautaro Martinez-Marcus Thuram, che nei loro alternanti momenti top hanno comunque inciso parecchio. È l’idea di vivere un calcio da protagonista, come dice il suo allenatore, che ha portato l’Inter al sostanziale dominio del campionato, ed è la base da cui ripartire per tornare protagonisti in Champions, la vera pagina nera dei nerazzurri in questa stagione. Lì, in Europa, chi «gestisce» saluta, e vale ancora di più la frase-monito di Pep Guardiola: 'Non c’è niente di più pericoloso di non rischiare'".
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