La tensione tra Daniele Adani e Luigi Cagni non nasce oggi, ma affonda le sue radici in divergenze emerse già diversi anni fa. Il recente botta e risposta è infatti solo l’ultimo capitolo di una contrapposizione di vedute sul calcio, tra teoria e pragmatismo. Già in passato, Cagni aveva criticato apertamente l’ex difensore, intervenendo nella rubrica “Scienziati nel pallone” di Riviera Oggi-Piceno Oggi: “È uno che esagera. Il calcio è un’altra cosa, lui è molto teorico. Non aveva tutta questa conoscenza calcistica e infatti non era titolare nel mio Empoli”.

Parole dure, che mettevano in discussione non solo la visione calcistica di Adani, ma anche il suo percorso da calciatore. Un attacco che non è rimasto isolato e che, con ogni probabilità, ha contribuito ad alimentare la replica dell’attuale opinionista Rai. Nei giorni scorsi, infatti, Adani ha rilanciato con dichiarazioni altrettanto forti: “Oggi ci sono ancora tanti Cagni. Tanti allenatori che la pensano come lui”, trasformando il nome dell’ex tecnico in un simbolo di un certo modo di intendere il calcio italiano.

Oggi è arrivata anche la replica dell'allenatore a TMW Radio: "Quanti mi hanno chiamato? In tanti (ride, ndr). Ma tutti a darmi ragione. Rimasto male? No, perchè rimango male per persone che stimo, altrimenti mi viene da ridere. Mi dà fastidio se mi critica chi stimo, sennò...Ho pensato solo una cosa: mi hanno intervistato tanti in RAI, che criticavano ma non offendevano. Che lui sia un opinionista RAI e che faccia una critica di questo tipo, ha offeso la categoria. Lui è stato mio giocatore ad Empoli, dove ho fatto il calcio più bello di quel periodo. Ed è strano che dica certe cose. Ha detto una cosa senza senso. Non siamo andati al Mondiali per gente come me o che allena come me. E' allucinante. Però secondo me un uomo RAI dovrebbe essere più educato e può fare le critiche che vuole. E sono stato il primo allenatore italiano andato da Guardiola, e ho visto come allenava...".

Sezione: News / Data: Gio 09 aprile 2026 alle 23:27
Autore: Milano Redazione FcInterNews.it
vedi letture