Sareste d'accordo a cedere Aleksandar Stankovic per poter acquistare il cartellino di Nico Paz? Questa la domanda posta ai lettori di FcInterNews.it in un recente sondaggio il cui esito è stato abbastanza sorprendente: 50 e 50. Cartina da tornasole del fatto che i tifosi nerazzurri siano divisi tra la volontà di trattenere Il figliuol prodigo e quella di regalarsi un grande campione. Legittimo non avere un'idea chiara sull'argomento. 

CIFRE IMPORTANTI

Gli ultimi aggiornamenti di mercato confermano l'intenzione dell'Inter di riportare a casa Stankovic dopo l'esperienza più che positiva con il Bruges, andando a spendere i 23 milioni di euro pattuiti un anno fa. Ma questo non significa che il canterano rimarrà a Milano come desidera, visto che il mercato intorno a lui si sta muovendo e c'è il concreto rischio che arrivino offerte davvero importanti, ben sopra i 40 milioni di euro. Cifra che se ricavata potrebbe servire a finanziare altre operazioni, anche se per l'argentino diviso tra Como e Real Madrid la situazione si presenta molto complicata, a maggior ragione dopo il pass Champions ottenuto ieri dai lariani. Ed è più probabile che con la cessione a titolo definitivo del figlio di Dejan la società nerazzurra investa su un altro centrocampista, Manu Koné della Roma in prima linea con Curtis Jones del Liverpool altrettanto attenzionato. Entrambi profili più che validi che potrebbero dare un grosso aiuto a partire dalla prossima stagione. 

INTERISMO VINCENTE

Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: davvero ha senso privarsi di un giocatore del 2005, cresciuto a pane e Inter e che si sta ritagliando uno spazio significativo sui principali taccuini d'Europa? Aleksandar Stankovic sta crescendo a vista d'occhio e sulla carta sarebbe il perfetto erede di Hakan Calhanoglu, che al termine della prossima stagione potrebbe tornare in Turchia per fine contratto. Ma al di là di questioni tecniche o tattiche c'è un discorso che merita maggiore attenzione. I successi raggiunti dall'Inter in questo ciclo ancora in corso, sotto la guida di tre allenatori diversi, sono merito anche dello zoccolo duro costruito dal 2018 e poi proseguito negli anni. Nicolò Barella, Alessandro Bastoni, Federico Dimarco e più recentemente Pio Esposito oggi incarnano l'interismo nello spogliatoio della squadra e non è un dettaglio da poco. Basta guardare in casa d'altri dove l'assenza di un forte legame tra i calciatori e la squadra per cui giocano emerge nei momenti più difficili. I sopracitati sono tifosi dell'Inter prima che calciatori professionisti e il loro apporto alla squadra va al di là della semplice prestazione professionale. C'è un rapporto empatico con i colori che difendono che ne aumenta l'impatto emotivo sia quando tutto gira per il verso giusto sia nel caso contrario. In parole semplici sono loro la maggior garanzia di successo della squadra. E a questo gruppo di italiani negli anni si è aggiunto Lautaro Martinez, interista ad honorem. Pur non avendo avuto legami con i colori nerazzurri prima del suo arrivo a Milano, Il capitano ha dimostrato di essersi legato al 100% a questa squadra, ricalcando perfettamente le orme di un connazionale partito da molto lontano e diventato un simbolo dell'Inter, Javier Zanetti. La dirigenza è consapevole della necessità di avere un nucleo non solo di italiani, ma di tifosi interisti, una delle chiavi del successo in questo ciclo attuale. Non a caso più recentemente alla guida del gruppo è stato posto un altro interista per adozione, Cristian Chivu, che ha legato a questa squadra gran parte della sua carriera. Scelto anche per il suo legame con l'ambiente.

PARAMETRI FONDAMENTALI

Ecco, tornando a Stankovic, come lo stesso allenatore ha dichiarato in una conferenza stampa di qualche mese fa, il ragazzo "è un interista nel sangue" e sarebbe l'aggiunta perfetta al gruppo attuale non solo per questioni tecniche o tattiche ma soprattutto per la spinta emotiva che gli darebbe giocare per i suoi colori. Le qualità si possono comprare sul mercato, è sempre stato così. Ma l'interismo spesso è più importante di qualsiasi altra skill, non si trova ovunque e va preservato. Rinunciare ad Aleks per realizzare una plusvalenza o finanziare un'altra operazione avrebbe senso in un'ottica prettamente aziendalista. Ma nel calcio certi parametri alla lunga pesano più di altri e l'amore per la squadra in cui giochi rientra tra questi. Ovviamente non basta essere tifosi per vestire questa maglia, ci mancherebbe. Ma se alla passione si possono unire caratteristiche assai utili nella rosa non bisognerebbe pensarci più di tanto. Stankovic è un centrocampista moderno in grado di unire qualità e quantità, non è un caso se molti club europei lo stiano osservando con grande attenzione. 

SACRIFICIO SOLO SE NECESSARIO

In una squadra che deve rinfrescarsi anche alla graficamente sarebbe un innesto perfetto, da inserire gradualmente a certi livelli per poi farlo camminare da solo. Se a Cristian Chivu brillano gli occhi quando ne parla, evidentemente qualche speranza che possa tornare alla base per rimanerci c'è ancora. L'allenatore stesso sarebbe il suo principale sponsor. Poi il mercato riserva sempre delle sorprese, alcune piacevoli e altre meno. Ma se un suo sacrificio non fosse finalizzato a portare all'Inter un campione in grado di fare subito la differenza, forse sarebbe il caso di fare altre valutazioni.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 26 maggio 2026 alle 14:06
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
autore
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.