Sono passati esattamente 1000 giorni dall'esordio in tv di Sky Sport 24 e la redazione del canale satellitare ha deciso di festeggiare l'evento intervistando numerosi volti noti del calcio italiano. Uno di questi è il presidente Massimo Moratti, che ha parlato dell'Inter passata, presente e futura. Di seguito le dichiarazioni integrali del numero uno nerazzurro, raccolte da inter.it:
Presidente Moratti, che cosa pensa della formula dell'informazione sportiva all news 24 ore su 24?
"La trovo una idea splendida perché eravamo già abituati ad avere le notizie su Sky Tg 24 a rullo continuo. Sullo sport poteva sembrare un rischio, invece sento dire che da molte persone che la loro tv è sempre sintonizzata su quel canale e solo dopo proseguono per sapere che cosa è successo nel resto del Paese. Credo che questo successo sia dovuto certamente al ritmo e alla qualità delle notizie che vengono date".
C'è una notizia che le ha fatto più piacere in assoluto "leggere" su Sky Sport 24?
"Da interista, mi ha certamente fatto piacere leggere tutto quello che ha riguardato le vittorie dell'Inter. Mi piaceva anche il fatto che riuscissero a indovinare quasi sempre la ricerca dei giocatori sul mercato, soprattutto quelli importanti, e questo dava l'idea di una grande professionalità".
In questi 1000 giorni è stato tutto perfetto: che cosa rifarebbe anche due volte o cosa non vorrebbe rifarebbe?
"Si parla dell'Inter non di Sky ovviamente (ndr.: sorride). Le cose si fanno perchè in quel momento pensi di doverle fare o perché non hai alternative o ancora perché non farle porterebbe a problemi maggiori. Quello che scegli è quello che in prospettiva pensi possa andare bene e, se lei si riferisce al cambio di allenatore tra Mourinho e Benitez, anche quella era una scelta che poteva sembrare saggia, perché lo spagnolo è un allenatore di grande esperienza che veniva a prendersi sulle spalle qualcosa che era stato molto brillante. Poi non è andata, quindi quello che come scelta al momento poteva essere giusta, poi si è rivelato un matrimonio difficile più che una persona sbagliata".
La scelta di Rafael Benitez non è sembrata una scelta istintiva, ma fatta nei tempi giusti. È stata dettata dalla necessità di trovare un allenatore molto diverso da José Mourinho?
"La verità pura e semplice è che non era facile sostituire Mourinho. Proprio non era facile, per i successi che aveva ottenuto e per come aveva riempito la scena. Per questo motivo, si cercava un profilo di allenatore diverso, con caratteristiche diverse, ma che desse un significato di un certo tipo al nostro campionato. Alla fine, la scelta è caduta su Benitez, ma poi non si è rivelata giusta e quindi abbiamo concluso il rapporto".
Moratti aveva mai pensato di scegliere Leonardo per la panchina nerazzurra già l'estate scorsa? Era già un scelta possibile?
"Come caratteristiche per la persona era una già scelta e, se avessi trovato un altro allenatore che avesse avuto le stesse, sarebbe andato bene. Leonardo, invece, preferiva avere un periodo, non di vacanza, ma di allontanamento dal ruolo di allenatore. Ho sentito che andava in Inghilterra e mi sembrava antipatico nei confronti di tutti, anche del Milan, fare una cosa del genere che sarebbe stata scorretta anche nei suoi confronti, perché andavo a scioccare una decisione che Leonardo in quel momento aveva preso. Poi invece, quelle caratteristiche mi sono rimaste care e quando è stato il momento mi sono sembrate quelle necessarie per riportare un certo clima nell'Inter: e così è stato. Leonardo ha fatto quello che mi aspettavo e forse anche di più".
Dal 2005 ad oggi l'Inter ha vinto un trofeo in meno del Barcellona. Pensa che questo dato sia stato un po' sottovalutato in questi anni?
"Dagli interisti non di certo, dal resto della stampa forse, ma più che sottovalutato direi che essendo l'Italia sempre in mezzo alle polemiche, al campanilismo, esaltare troppo una squadra significa creare del disequilibrio. Penso che però all'estero l'Inter sia vista per quello che ha fatto. Vista dall'Italia, invece, va beh si parla sempre del futuro e di quello che può succedere... ".
Servirà il risultato della finale di Coppa Italia per dare i voti alla stagione dell'Inter?
"Questa squadra è la stessa che in questi 5 anni ha vinto tutto e ogni protagonista ha il proprio merito. Lo dico sinceramente: sono orgoglioso di loro e di questa squadra si parlerà ancora nel corso degli anni. Non sarà certamente un risultato a farli perdere tutto quello che hanno accumulato come volontà, spirito di sacrificio, con ambizione, orgoglio, motivazione che si creavano ogni volta, con allenatori diversi, visto che ci si ricorda di Mourinho, ma ci sono stati anche Mancini, Benitez e adesso Leonardo. Quello non cambia niente, cambia invece che un trofeo in più è importante, lo è per la storia della società".
Quanto la vittoria della Coppa Italia potrà essere importante per Leonardo?
"Per lui è certamente importante, per quanto ha dovuto fare e imparare velocemente, conoscere l'ambiente, non il mestiere, ma l'ambiente. E all'Inter è meno semplice che in altri posti perché sei meno premiato per quello che fai, da quello che emerge dalla stampa. Si è trovato in una situazione difficile e ha risposto bene e, quindi, meriterebbe di vincere questo trofeo. Penso che lui ci tenga, noi tutti ci teniamo molto e ci tiene anche il Palermo. Per queste ragioni, credo ci aspetti una partita difficile perchè il Palermo ci tiene anche 10 volte di più".
Se Leonardo riuscisse a vincere la Coppa Italia durante l'estate ci sarà anche il prolungamento del suo contratto?
"Leonardo non è il tipo che chiede questo tipo di cose. Me lo sta facendo venire in mente lei adesso e quindi ci penserò...(ndr.:sorride)"
Che sensazione ha Moratti immaginando l'Inter del futuro: ristrutturata, ringiovanita?
"Credo che prima di rispondere a questa domanda, sia necessario ripensare a quanto ha fatto fino ad adesso questo gruppo. La squadra è forte, lo sono anche i singoli giocatori e, in ogni partita, se ne ha la dimostrazione. Per me, è la più forte in senso assoluto. Certo è che bisogna capire se ogni interprete del gruppo riesce a continuare a trovare la motivazione. Per questo devi esser bravo a inserire qualcosa di nuovo, qualcuno che abbia una tale motivazione che trascini gli altri, sempre considerando la professionalità notevole che ogni giocatore del gruppo ha. Io sono sicuro che questi ragazzi troveranno sempre da soli questa motivazione, ma c'è bisogno di qualcosa di nuovo, che abbia un'età per programmare un progetto più lungo e obbligatoriamente per tutti ci deve essere una grande attenzione ai numeri, all'economia. In questo senso, bisogna consentire alla società di poter partecipare sempre alla Champions League, anche tra un paio di anni".
Se l'Inter riuscirà a concludere l'operazione con l'Udinese, Alexis Sanchez, per le caratteristiche che ha, potrebbe essere paragonato ai grandi colpi di mercato che ha fatto il presidente Massimo Moratti, come ad esempio quelli di Ronaldo o di Zlatan Ibrahimovic?
"Parlo di Sanchez perché abbiamo già parlato di Pastore, anche se parlar bene dei giocatori poi fa offendere i presidenti. Sinceramente, Sanchez lo considero molto bravo e non è un mistero che stiamo parlando con la società friulana per capire la situazione. Certo è che il giocatore deve ancora dimostrare molto: credo che, quando Ibra e Ronaldo sono arrivati nell'Inter avessero già qualche tassello della carriera in più. Si parte però con valutazioni di giocatori che hanno vinto tutto e questa mi sembra un'esagerazione del mercato attuale".
Qualcuno dice che tutto dipende dall'Inter perchè è la squadra nerazzurra ad avere giocatori per convincere l'Udinese a cedere Sanchez. E così?
"C'è qualcuno che sta parlando della trattativa con l'Udinese: è certo che noi stiamo guardando Sanchez, ma stiamo valutando anche altri giocatori. Mi sembra che in attacco siamo notevolmente forti e non vedo quel reparto come l'obiettivo principale sul quale dobbiamo mirare per il nostro rafforzamento. Qualsiasi buona operazione è la benvenuta, ben venga qualche nuovo campione, ma non a condizioni esagerate".
Il regalo a suo figlio che compie gli anni ad ottobre potrebbe essere Eder Hazard?
"(ndr.: sorride) No, il figlio che mi ha detto che era un grande giocatore compie gli anni a gennaio... Quindi, potrei aspettare qualche mese in più prima di comprarlo... (ndr.: sorride). Ripeto, però, che ho parlato di Hazard unicamente perché finalemente sentivo parlare di quel giocatore anche pubblicamente e non solo in casa. Certamente è un giocatore che ha davanti a se un grande futuro e, con questa chiacchierata, che stiamo facendo alzata la sua valutazione di altri 5 milioni... ".
In questa stagione, a Moratti, ha dato più fastidio la vittoria dello scudetto del Milan, le richieste della Juventus a proposito dello scudetto del 2006 o c'è una terza cosa?
"Ci sarà sicuramente una terza cosa, però ho la memoria labile su queste cose. Mi arrabbio su molte cose, poi mi passa e dimentico il motivo per il quale mi sono arrabbiato. La vittoria del Milan non l'ho vissuto come uno sgarbo, ha vinto lo scudetto meritatamente. Certo, dispiace il fatto che non l'abbia vinto l'Inter, però mi è sembrato nella regolarità, qualcosa che il Milan ha meritato e quindi non ho sofferto assolutamente. Per quanto riguarda le richieste della Juventus, non è la cosa per quello che è a darmi fastidio, ma la continuità con la quale si parla di questa cosa, senza respiro. Se anch'io ho la stessa attesa che hanno i bianconeri? No, perché continuo a sostenere quello che sostengo da sempre. Lo trovo talmente lapalissiano che può nascere del fastidio da questa richiesta continua e alla fine ti abitui a questa situazione. Quello che realmente può dar fastidio, ad esempio, è la mancanza di un accordo tra i presidenti in Lega Calcio, non soltanto per il fatto in sé, anche se si tratta di soldi da distribuire, ma perché questo nega alla Lega stessa la possibilità di pensare a qualche cosa che riguardi il calcio che sia innovativo. Tutta questa situazione fa venir meno alla Lega quella che dovrebbe essere una sua prerogativa costante e cioè l'innovazione, intesa come imitazione o nuova idea. Perché il calcio cresce e bisogna saper rispondere adeguatamente a questa crescita".
Chi vedremo o rivedremo prima sulla panchina dell'Inter, Pep Guardiola o José Mourinho?
"In questo momento non ci penso. Mourinho rimane una cosa a parte: ad esempio, il fatto che quando c'è qualcuno che lo insulta, noi ci sentiamo tutti dispiaciuti, offesi e coinvolti - nonostante lui non sia più a Milano, ma a Madrid - vuol dire che non ci ha lasciato solo i successi e le vittorie, ma anche l'affetto, la simpatia. È come se anche lavorando da un'altra parte, fosse sempre qui. Per il resto e per il futuro dell'Inter, dobbiamo puntare su persone nuove e Leonardo ha quel nuovo utile per costruire una grande inter".
In futuro pensa ad un cavallo di ritorno? Ibrahimovic o Mario Balotelli?
"Balotelli sta migliorando nei suoi atteggiamenti e quindi è certamente un giocatore che avrà successo, ma credo che sia per lui che per Ibrahimovic sia difficile un ritorno all'Inter".
Quando vedremo l'ultima ora su Sky Sport 24: "Messi è dell'Inter"?
"(ndr.: sorride) Se fosse così, anche se non fosse l'Inter a prenderlo, me lo ricorderei come uno dei momenti più belli di Sky Sport 24".
Autore: Daniele Alfieri
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