"In questo momento è chiaro che ho terminato il mio ciclo vincente con la Juventus. Ora mi ritengo in pausa di riflessione, mi godo questi momenti e queste serate piacevoli che purtroppo spesso ho dovuto trascurare in attesa di valutare quello che lo scenario calcistico mi proporrà. Il calcio è comunque il mio mondo, dove sto molto bene e voglio tornarci velocemente". Intervistato ai microfoni di TgPlus Sport prima della partenza verso la Cina per l'incontro con i vertici di Suning, Beppe Marotta dribbla inevitabilmente la domanda sul suo futuro, che dopo la fine del rapporto con la Juventus si tingerà presto di nerazzurro.

"Sono molto contento di esser qua, in questo clima festoso che mi riporta indietro in un passato piacevole vissuto positivamente a Venezia - continua poi l'ex a.d. del club bianconero, ospite lo scorso 12 novembre a Castelfranco Veneto durante la serata di premiazione del 'Radicchio d'oro' -. E' stata un'esperienza incantevole. Tutto il Veneto rappresenta per me un momento importante della mia vita e della carriera. Dai miei tempi a Venezia sono passati quasi 20 anni, è cambiato il modo di concepire lo sport che rimane sempre un fenomeno sportivo e sociale. C'è stata un'esasperazione in termini commerciali e di business perché oggi l'aspetto finanziario è rilevante e spesso vengono trascurati gli altri valori".

I giocatori di oggi sono più esigenti di qualche anno fa?
"C'è stata una grande emancipazione. Il giocatore oggi è un piccolo impresario di se stesso affiancato da dei professionisti che gestiscono la parte economica, ma anche quella gestionale e professionale nei rapporti con la società. Questi sono gli agenti e i procuratori. Ora c'è un confronto molto più attento tra le società e i giocatori e come tali vanno appunto considerati". 

Ora sembra esserci un calcio di vertice e uno inferiore che non esiste più:
"Il calcio, soprattutto quello di vertice, è diventato intrattenimento, che fa dello spettacolo il primo obiettivo. Intorno a questo gravitano interessi mediatici e commerciali. Abbiamo una fascia di calcio élite che attira milioni di tifosi, utenti e telespettatori nel così detto 'stadio virtuale' e un calcio di provincia ed amatoriale che trova invece una collocazione molto ridotta rispetto agli anni '80 e '90". 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 22 Novembre 2018 alle 20:14 / articolo letto 17385 volte
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8