Vittoria sofferta, ma le rimonte passano anche da queste serate. Di certo Leonardo non si preoccupa più di tanto dei grattacapi che il Cesena ha causato alla sua Inter, consapevole del fatto che partite così possono capitare e l’importante è ottenere i 3 punti. Nello scorso autunno, probabilmente, i nerazzurri avrebbero rimediato solo un pareggio, quindi bene così. Meno bene la difesa, che anche in occasione della quinta vittoria consecutiva con Leonardo in panchina, è costretta a rimandare lo zero nella casella ‘gol subiti’. Anche questo è un aspetto su cui l’allenatore dovrà lavorare in settimana, o almeno quando avrà il tempo di farlo alla luce dei frequenti impegni che attendono l’Inter in questo gennaio caldissimo.
PRINCIPE A MEZZO SERVIZIO - Una delle eredità lasciate dalla vittoria sul Cesena è l’ennesimo stop di Diego Milito, ancora vittima di un problema al bicipite femorale. Si tratta solo di un risentimento, che però gli costerà la trasferta di Udine. Una volta abbandonato il rettangolo di gioco, il Principe si è portato con sé anche le sicurezze dei compagni, che costretti a variare atteggiamento dopo l’ingresso di Biabiany hanno risentito anche del contraccolpo psicologico. Con un Milito in meno da fronteggiare, infatti, i cesenati hanno avanzato il baricentro trovando addirittura due reti. Il francese e Pandev, infatti, non sembravano particolarmente insidiosi e nonostante le sofferenze di Ceccarelli contro Eto’o per l’Inter è stata più dura, nella ripresa, rendersi pericolosa (traversa a parte). Ecco, il secondo tempo del match di ieri conferma, se ce ne fosse bisogno, la necessità di una quarta punta che possa dare fiato ai titolari o prenderne il posto in caso di guai fisici.
QUESTIONE TATTICA - Milito in questa stagione non garantisce una presenza costante ed Eto’o, da solo, non può sobbarcarsi il peso dell’attacco. Senza contare che Biabiany vede assai di rado la porta e Pandev non è ancora al meglio, soffrendo l’accentramento da parte dei difensori avversari. Inoltre, il camerunese anche con Leonardo conferma di gradire una posizione più defilata, che gli permette di puntare l’avversario e accentrarsi per il tiro. Pertanto, senza Milito molte delle dinamiche e dei meccanismi che portano l’Inter nell’area avversaria vengono a decadere, mettendo in difficoltà gli altri attaccanti. Manca quel punto di riferimento che consente a Eto’o e Pandev di godere di maggiore libertà, oltre che di fare affidamento su una boa in grado di fare da sponda o dettare il passaggio decisivo (vedi la rete del 2-0).
SANCHEZ OK, MA SERVE ALTRO - A Udine Leo dovrà ‘inventarsi’ un’Inter senza il Principe, ma onde evitare di trovarsi ancora in situazioni d’emergenza offensiva sarebbe ben gradito l’arrivo di un nuovo attaccante, una punta che sappia svolgere almeno parte del lavoro dell’argentino. Il discorso è sempre il solito e, anche se la dirigenza nerazzurra continua a percorrere la pista che porta ad Alexis Sanchez (splendido giocatore, ma non una punta che sgomiti in area), nell’immediato sarebbe il caso di valutare l’acquisto di un centravanti che stia in panchina e aspetti pazientemente il suo turno, senza lamentarsi se i campioni che gli stanno gerarchicamente davanti hanno più spazio. Probabilmente Leonardo apprezzerebbe, anche se non si trattasse di un campione osannato da tifosi e media, bensì un onesto mestierante del rettangolo di gioco.
MANCA UN BALOTELLI - Alternative? Pescare nella Primavera, dove Alibec, Dell’Agnello e Junior Tallo sono dotati di buoni numeri, ma privi dell’esperienza che in certi frangenti è fondamentale. La scorsa stagione, quando si trovava in difficoltà, Mourinho chiamava in causa Balotelli che, nonostante la giovane età, godeva di un’autostima che colmava il gap generazionale. E in campo faceva la differenza. Oggi che SuperMario è altrove, la panchina è orfana di quell’arma offensiva in grado di dare fiato ai titolari e cambiare l’evoluzione di una partita nata male. Oggi non esiste un altro Balotelli nella rosa nerazzurra, né nella Primavera di Fulvio Pea. Ergo, il reparto offensivo non è completo. Pertanto il discorso torna al punto di partenza: prima che il mercato di gennaio si chiuda, sarebbe utile cercare di portare a Milano una punta affidabile, anche low cost, che dia ossigeno ai compagni di reparto e alle scelte di Leonardo.
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