L'Inter va a caccia della doppietta. Dopo la conquista dello scudetto arrivata a inizio maggio, la squadra di Cristian Chivu sogna anche la conquista della decima Coppa Italia della sua storia. Il tecnico nerazzurro parla in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Lazio e FcInterNews.it, presente all'Olimpico con il proprio inviato, vi riporta le sue dichiarazioni.

Cosa è importante tenere della partita di sabato? E cosa va resettato? Come sta Thuram?
"Sono partite diverse, poi ci sono le insidie. Qualcuno può pensare che è stato semplice sabato e che loro trovano motivazione, è una finale e sarà sicuramente così per loro. Noi dobbiamo avere l'atteggiamento giusto, abbiamo meritato lo scudetto e questa finale che vogliamo onorare al meglio. Saremo pronti anche domani sera. Thuram sta meglio, si è allenato con noi. Domani valuteremo". 

Cecchi nella conferenza post scudetto ha detto che quest'anno le sconfitte sono state gestite in modo migliore. Che significa?
"Non posso parlare a nome di Mario, ma ricordo cosa ha detto. Ha detto che è stata una buona gestione, poi alla fine è merito dei ragazzi che hanno saputo stare sempre in piedi e di dare il massimo partita per partita. In una stagione ce ne sono tanti di alti e bassi, saper reagire e accettare con umilità che bisogna lavorare è tutto merito loro. Non bisogna esagerare con i pensieri, ma abbiamo dei valori che ci hanno permesso di fare questa stagione". 

Cosa servirà per il doblete?
"Non avere l'ossessione, dobbiamo tenere la stessa lucidità avuta fino ad ora. Essere sereni, con il sorriso sulle labbra. E giocare con responsabilità e umiltà". 

Vincere questa finale quanto sposterebbe l'asticella del sul lavoro verso l'alto?
"A me non cambia un tubo di quello che sono io, sono felice per loro (la squadra, ndr) che pareggiano le mie ambizioni. I ragazzi vogliono essere competitivi, a partire dall'intevista di Lauti in America. Lì ho capito come era fatto lui, e come lui ce ne sono tanti. La forza del gruppo è cercare di capire il club che rappresentiamo, che ha costruito qualcosa di importante nella sua storia e negli ultimi anni. Spesso ci si dimentica che questa squadra ha raggiunto due finali europee e che se non ha vinto scudetti è perché è arrivata seconda. Qui si vince e si perde insieme, si sta insieme anche nei momenti di difficoltà". 

Cosa senti di aver dato a questa squadra?
"Ambizione, quello che sono stato da allenatore e da giocatore in questa società. Conosco e so cosa vuol dire l'Inter, le voci che circondano questo club, la parte negativa che viene sempre fuori. Ho cercato di rasserenare loro dal punto di vista umano, di gestire la frustrazione che ci arriva addosso da fuori e mantenere la competitività. Ho a che fare con un gruppo di grandi uomini che ci mettono la faccia e che si divertono assieme, tenendo un livello alto come quello degli ultimi anni". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 19:20 / Fonte: Dall'inviato a Roma
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.