Ieri l'apertura improvvisa di Maxim Mitrofanov, dg dello Zenit, aveva fatto drizzare le antenne su un possibile ritorno di fiamma dell'Inter per Ezequiel Garay. Il dirigente del club di San Pietroburgo, infatti, aveva ammesso: "Noi e Lucescu abbiamo parlato con lui del futuro e delle scelte che ha in mente. Ovvio che possa avere dei desideri, ma in teoria i contratti sono fatti per essere adempiuti e rispettati. Chiunque può essere venduto in caso di offerte adeguate. Se Ezequiel andrà via dovrà essere sostituito e per farlo dovremo comprare qualcuno dello stesso livello con i soldi che arriveranno dalla sua cessione".

Insomma, i russi sono disposti ad accontentare Garay, che per inciso un mesetto fa aveva già trovato una bozza di accordo con i nerazzurri. Però la cifra richiesta per il suo cartellino è alta e va oltre i 20 milioni di euro. Per questo motivo, la trattativa con il club milanese si è arenata, visto che è andato a vuoto anche il tentativo di inserire nell'affare Murillo – richiestissimo da Lucescu – per il 'no' dello stesso colombiano.

E c'è un ulteriore retroscena che non depone a favore della soluzione Inter: la moglie del centrale argentino, che lavora in Spagna, in caso di addio spingerebbe per la soluzione iberica: Portogallo o, appunto, Spagna. Non a caso sono spuntati rumors su un possibile ritorno al Benfica (voci subito messe a tacere). Al momento, insomma, l'approdo di Garay alle dipendenze di De Boer è sempre meno probabile. L'argentino ha sì il desiderio di cambiare aria, ma è un professionista esemplare e non ha alcuna intenzione di forzare la mano. Ausilio dovrà rivolgere altrove il suo mirino per centrare l'obiettivo e portare a casa un altro difensore a completamento del reparto. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 19 agosto 2016 alle 23:30
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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