Sarà che per due partite consecutive il giocatore subentratogli è andato in gol (Krkic, in Supercoppa di Spagna, Pedro in quella europea). Sarà per quel plateale vaffa con il quale Pep Guardiola ha reagito dopo una girata fuori misura in area di rigore, ma quello che si è presentato ieri ai microfoni di Sky Sport è parso un Ibrahimovic molto diverso dallo scorbutico personaggio che dribblava i microfoni dell'aereoporto della Malpensa alla partenza per il ritiro americano rilasciando laconiche frasi che alimentavano l'incertezza sul suo futuro. "Il derby? Spero lo vinciamo noi", una frase normale se pronunciata da Kakà, ma che assume una diversa valenza in bocca allo svedese. "Il bacio alla maglia del Barça? Me lo hanno chiesto i fotografi. Io sono contento ora di giocare qui a Barcellona, ma l'Inter resterà sempre nel mio cuore" .

Per la prima volta dal suo approdo in cataluna, lo svedese ha parole al miele per la sua ex squadra, con la quale, per uno scherzo beffardo del destino, dovrà confrontarsi tra una ventina di giorni. Che si tratti allora di parole dettate dalla necessità di blandire un ambiente che lo attende al varco per la sfida del 16 settembre? No, non credo che lo svedese tema un San Siro ostile e, i suoi precedenti, lo dimostrano. L'impressione che desta è invece quella di un innamorato che dopo aver mandato all'aria una storia d'amore consolidata per una irrinunciabile infatuazione, si renda conto dopo i primi giorni di convivenza con la nuova fiamma che, in fondo, gli mancano le attenzioni di cui lo faceva destinatario il vecchio amore.

Del lato sentimentale nel calcio è rimasto ben poco, e parlare di quel poco che residua facendo riferimento ad Ibrahimovic farà storcere il naso a molti. Lo svedese, per caratteristiche, troverà, come ha evidenziato nella partita di ieri, non poche difficoltà di inserimento nello scacchiere del Barcellona, dove iniziano a sentirsi già dei mugugni tra i quali si sente sussurrare il nome di Eto'o. Il Barca, continua comunque, nella sua striscia di vittorie e, Ibrahimovic, per l'immensa classe di cui è dotato riuscirà col tempo a diventare parte integrante della macchina da vittorie blaugrana. Di una cosa, però, lo svedese sembra essersi reso conto già in queste prime uscite: con Messi in squadra il Pallone d'Oro è una chimera difficilmente raggiungibile. Ad ogni modo buena suerte Zlatan, ci vediamo il il 16 settembre a San Siro con l'auspicio che in quell'occasione, quel sentimento di nostalgia allo stato embrionale per la tua ex squadra, si trasformi in rimpianto…

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 29 agosto 2009 alle 16:20
Autore: Rosario Bruno
vedi letture
Print