"Potenza, precisione, sensibilità", tre parole che riguardano il sinistro di Nico Paz quanto il destro di Hakan Calhanoglu, questa sera uno contro l'altro in una sfida tra due tiri da fuori che sono una vera e propria arma micidiale. Arma che fa di Como e Inter le migliori squadre del campionato per gol dalla distanza, dieci a testa, e il merito è appunto di Paz e Calha. È proprio su loro due che la Gazzetta dello Sport concentra il focus di oggi: entrambi i giocatori hanno raccolto entrambi metà del bottino di cui sopra e i numeri sorridono a Chivu che nella classifica in questione, subito dopo Nico e Hakan c'è c’è un altro interista, Piotr Zielinski.

Punizioni magistrali dalla distanza, conclusioni spettacolari e perfettamente letali dalla distanza, assist di tacco, veroniche e contro veroniche... In Nico Paz non ci sono solo precisione e potenza della conclusione dalla distanza ma anche una sorta di "voglia di provarci" che confeziona tutto in maniera più esaltante e rende l'argentino un gioiellino che a Milano conoscono bene. All'ombra della Madonnina però coraggio e visione non ne mancano e a proposito di tiri da lontano - "e soprattutto segnare da quella mattonella laggiù" - non c'è necessità d'invidia. "Tecnica, coordinazione, responsabilità, fiducia", quello a disposizione con Hakan Calhanoglu è "pacchetto completo". Un "lucida spavalderia da specialista del genere" che pone il turco al primo posto tra i migliori dalla distanza nella classifica di stagione, al terzo posto dell’altra speciale graduatoria dei primatisti in materia dei cinque big campionati europei degli ultimi 15 anni. Davanti a lui soltanto Messi (primo, inarrivabile, a 76) e Ronaldo, secondo a 38, sono davanti a lui.

La tifoseria nerazzurra, che dovrà fare a meno di Lautaro, "aspetta solo di potersi stropicciare di nuovo gli occhi grazie a lui. Ma attenzione anche all’avversaria" e all'avversario nello specifico, l'altro specialista dalla distanza. 

Sezione: Focus / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi