Protagonista di un'intervista per il 'Saturday's Official Programme' del West Ham in vista della gara tra West Ham e Watford, Joao Mario ha ripercorso gli albori della sua carriera, quando si traferì allo Sporting Lisbona: "A 10 anni giocavo nel Porto, poi mia mamma si è trasferita a Lisbona per lavorare e vivere, così io ho cambiato club, rimanendo poi allo Sporting per per 12 anni. Lo Sporting - ha proseguito il centrocampista portoghese - è un grande club in una città nel quale c'è anche il Benfica. Sono stato contento di giocare per lì per tanto tempo, è stato un onore e ho imparato tutto lì, quindi sono grato e grato allo Sporting per questo".

Un parallelo, tra l'Academia dello Sporting e l'Academy degli Hammers c'è, secondo JM: "Come il West Ham, lo Sporting è un club che forma molte star future per la Nazionale portoghese, sia oggi che in passato. È davvero difficile raggiungere la prima squadra lì, ma ho lavorato duro e ce l'ho fatta. Ti danno ogni possibilità di dimostrare il tuo talento, quindi è davvero un buon club per i giovani. Allo Sporting hanno occhio nel trovare i giocatori giusti, poi ci sono dei buoni allenatori che hanno la giusta mentalità e visione per i giovani giocatori, che è la cosa più importante. Quando ero un ragazzino Cristiano era il mio eroe, perché l'anno in cui sono entrato nello Sporting è stato l'anno in cui si è trasferito al Manchester United, quindi le sue foto erano dappertutto nelle strutture dell'Accademia. È il mio riferimento numero uno e ora giocare con lui nella squadra nazionale è incredibile. In Portogallo, abbiamo una mentalità offensiva, ecco perché abbiamo così tanti giocatori tecnici, quindi credo che questo sia il motivo per cui abbiamo tante opzioni per la Nazionale".

Parlando della sua esperienza appena cominciata a Londra, Joao Mario spiega: "Proverò a fare del mio meglio, per me è importante mostrare la mia qualità con questa maglia. Sono felice di essere qui e darò tutto. Ho giocato in due partite di Premier League finora, con risultati diversi, e ho potuto vedere subito che il gioco è davvero veloce e fisico. L'intensità del gioco inglese è alta e questo è un bene per me perché aggiungerà cose al mio gioco che non ho ancora. Sono contento di giocare a questo livello e cercherò di migliorarmi ogni volta che andrò in campo".

Sezione: Focus / Data: Mar 13 Febbraio 2018 alle 21:09 / articolo letto 4450 volte
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari