“La svolta personale? Il match con il Cagliari”. Alla Gazzetta dello Sport, Ricardo Alvarez ha parlato a 360 gradi di Inter e non solo. “Ero tornato dall'Argentina un giorno prima e vado in tribuna. Poi si fa male Sneijder, gioca Coutinho e io entro nel secondo tempo. Batto la punizione che porta all'1-0 e faccio l'assist per il raddoppio. E così i fischi si sono tramutati in applausi”. Ricky ha assaggiato la durezza del Meazza. “Quando la gente ti prende di mira è difficile, hai paura e fai solo il compitino. L'assist a Milito contro il Lecce non l'avrei mai provato in condizioni meno facili... All'inizio ero imballato per la tanta palestra e poi dovevo adattarmi a un calcio difficile come quello vostro. Ranieri mi ha martellato e ha fatto benissimo, anche se ancora non avete visto il vero Alvarez”. Sembra una bestemmia, ma con un Alvarez così, anche Sneijder dovrà riguadagnarsi il posto. “Non scherziamo. Wes ha qualità uniche e il suo recupero sarà la nostra arma in più.

Tra l'altro, potremmo convivere sia in un rombo, sia nel 4-4-1-1”. E Zarate? “Ha doti indiscutibili, che io conosco dai tempi delle giovanili del Velez in cui giocammo assieme. E' stato sfortunato, perché ha trovato spazio quando ancora l'Inter non girava al massimo, ma non dimentichiamoci il suo contributo con Lille e Cska Mosca”. Derby gara della svolta? “Quella definitiva. Non parliamo di Scudetto, però battere il Milan è stato fondamentale. Anche la Juve è forte, ma in Italia una rosa come l'Inter non ce l'ha nessuno. Peccato per il gol che ho sbagliato, ma vi assicuro che è stato bravissimo Nocerino. Certo, avessi calciato col destro...”. Ora la Lazio. “Loro non vorranno scoprirsi, ma noi dobbiamo vincere. Una gara alla volta”. Manca a Ricardo un gol da fuori area. “Sono fermo al palo contro il Genoa, ma verrà presto”.

Sezione: FOCUS / Data: Sab 21 gennaio 2012 alle 09:06 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni
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