Intervistato a tutto tondo dal portale Infobae, l'ex attaccante dell'Inter Julio Ricardo Cruz parla ampiamente del suo presente ma anche del passato, tornando con la mente al suo primo incrocio con Lionel Messi: "La prima volta che l'ho visto in allenamento mi ha sorpreso. È molto piccolo e indossa scarpe mini, ma portava la palla con quel piede sinistro in un modo che non riuscivo a concepire, mi chiedevo come avesse quel controllo. La verità che il bambino era già diverso per età e come giocava. E aveva anche una grandissima umiltà, come adesso". Poi, il suo ricordo del famigerato 2006 e dello scandalo Calciopoli, con aneddoto risalente ai tempi del Bologna: "Stavamo giocando contro la Juventus, eravamo avanti 2-0 giocando in maniera spettacolare e alla fine abbiamo pareggiato e siamo rimasti a chiederci come mai. Gli ultimi minuti sono stati qualcosa di incredibile. Ci hanno fischiato qualunque fallo contro e diedero 7 minuti di recupero; il pari arrivò al 95esimo. Com'è possibile che abbia dato così tanti minuti? Ogni contatto era fallo. Si poteva supporre che poteva essere una cosa così, ma poi venne tutto alla luce. È stato qualcosa di molto duro, il calcio italiano è visto in tutto il mondo. Da lì, l'Inter ha iniziato a vincere titoli. Continuò a fare le cose bene. Non poteva vincere prima perché prima perdeva partite incredibili", ha aggiunto.

Tra i tanti compagni incontrati in nerazzurro, c'è stato anche Adriano: "Un ragazzo fantastico. È cresciuto nella favela, con problemi personali. La morte del padre fu uno shock per lui. Ovviamente tutti abbiamo cercato di aiutarlo. Gli argentini, i portoghesi, come Figo, che parlavano la stessa lingua. Gli abbiamo parlato tutti, ma la mente umana è speciale. Non si poteva sapere cosa pensasse. Potevamo parlare con lui, ma dopo mezz'ora faceva quello che voleva. È entrato in depressione e non aveva la compagnia giusta intorno a lui, nessuno lo ha aiutato come avrebbe dovuto. È stato un peccato, perché era un fenomeno". Una battuta anche su Mario Balotelli: "Vedevamo il suo potenziale, però poi pensi a dove ha giocato. La testa è importante, non bastano le abilità. All'inizio era umile, tranquillo; poi ha fatto alcuni gol importanti e ha iniziato a perdere la testa, o gliel'hanno fatta perdere. Gli han fatto credere che fosse Pelé ed era solo all'inizio". In conclusione, Cruz parla anche di Zlatan Ibrahimovic: "Con lui ho un rapporto eccellente. Non abbiamo mai avuto problemi. È difficile giocare tra due 9 con la nostra altezza, ma non abbiamo mai avuto problemi. C'è stato un anno in cui ha segnato 25 goal e io 22 o 23. Ci siamo capiti perfettamente, anche fuori dal campo". 

Sezione: Ex nerazzurri / Data: Gio 12 Dicembre 2019 alle 15:48
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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