Un inizio di stagione davvero col botto, segnata da una raffica implacabile di reti con la quale non solo ha lanciato la Primavera dell'Inter di Stefano Vecchi verso la vetta della classifica del campionato, ma si è posto anche al centro dell'attenzione da parte degli addetti ai lavori, con la ciliegina sulla torta della convocazione nella sua Nazionale, la Romania dei grandi guidata da Angel Iordanescu, a 18 anni compiuti solo da qualche mese. E anche se nelle ultime partite la macchina si è un po' inceppata, soprattutto dal dischetto, George Puscas rimane indubbiamente il grande protagonista di questa prima parte di annata della formazione giovanile nerazzurra, con tanto di convocazioni anche in prima squadra. Quest'oggi, FcInterNews.it ha avuto il piacere di interloquire in esclusiva con il ragazzo nativo di Marghita, Transilvania, che ai nostri microfoni ha rivelato sensazioni e sogni per il futuro:

George, partiamo dall'inizio, o meglio dal momento in cui sei arrivato all'Inter. Puoi raccontare quando ti hanno visto e cosa ti hanno detto? C'è anche un aneddoto su di te...
"Stavo giocando una partita in Francia, lì venne Pierluigi Casiraghi a vedermi. Dopo mi hanno chiamato qui a Milano per parlare con loro, e alla fine sono rimasto qui. Prima provai anche per l'Arsenal".

La storia vuole che tu sia arrivato in Italia un anno prima di arrivare all'Inter: giocasti un'amichevole ma ti facesti subito male.
"E' vero, giocavo nel Liberty Salonta ed ero impegnato in un triangolare con Milan e Atalanta: avevo male alla schiena, ma volevo giocare ugualmente perché avevo voglia. Sono arrivato qui con le cure, ho iniziato la partita ma dopo dieci minuti il dolore mi ha fermato e sono uscito".

Hai inizato davvero molto bene questa stagione, sei capocannoniere incontrastato. Ti aspettavi questa crescita? E quanto ha influito l'arrivo di mister Stefano Vecchi?
"Ogni giocatore secondo me vuole fare il suo meglio; ringrazio i compagni e il mister per l'aiuto, Vecchi mi dà la fiducia per fare tutto molto bene".

Siete partiti alla grandissima, adesso sono arrivati due pareggi: sembra quasi che ci si deve rattristare, invece rimane un ruolino di marcia incredibile.
"Sì, ma non dobbiamo mollare mai. Non possiamo vincere sempre, siamo una squadra forte ma anche le squadre forti hanno dei punti deboli".

Il Cagliari in casa rappresenta un'occasione importante per ricominciare a vincere?
"Sì, noi dobbiamo pensare a vincere tutte le partite. Ogni partita dobbiamo ovviamente fare del nostro meglio".

Stai facendo tanti gol, stai migliorando molto anche sul piano del gioco. Volendo fare una battuta, forse sui rigori c'è qualcosa ancora da migliorare...
"Non so cosa dire, in allenamento li batto sempre bene poi in partita non chiudo bene l'angolo. Non so nemmeno dire perché ho sbagliato quei rigori". 

Con la Fiorentina in Coppa Italia comunque è andata bene, dopo una vera e propria battaglia sportiva. Ora arriva alla Roma, avversario difficile: ma voi credete di potere arrivare in fondo anche a questa competizione?
"Certo che ci crediamo, per questo stiamo sempre in campo e lavoriamo bene: per vincere tutto. La Coppa è un obiettivo come lo scudetto".

Puntate quindi ad una sorta di Triplete...
"Sì, speriamo".

Tornando all'anno scorso, cosa non andava con Cerrone? Forse siete rimasti delusi anche voi da come è andata, vista l'assenza dalla Final Eight.
"Forse non eravamo una squadra unita come lo siamo quest'anno; avevamo dei giocatori molto forti ma in campo forse non ci trovavamo sempre bene".

Non hai esordito in prima squadra, pur essendo stato aggregato più volte. Ci credi ancora? Ti è dispiaciuto?
"Io ci credo sempre, aspetto il mio momento. Lavoro per questo obiettivo".

Cosa ti ha colpito di Mancini, per quel poco che hai potuto lavorare con lui?
"E' un grande allenatore, si vede che è un professionista".

E cosa hai imparato da Walter Mazzarri?
"Anche lui mi ha insegnato tante cose, sin dal ritiro di Pinzolo, soprattutto i movimenti".

Sono andati via i senatori dalla prima squadra, adesso chi traina i giovani come te nel gruppo dei grandi? E chi guardi maggiormente?
"Adesso ci aiutano tutti, però essendo attaccante guardo logicamente le punte come Icardi e Osvaldo, quelli che mi possono insegnare qualcosa per questo lavoro. Fuori dall'Inter, guardo sempre Zlatan Ibrahimovic". 

Vecchi ti sta dando una mano, visto che ti porta un po' più fuori a giocare?
"Vero, ho imparato a fare l'esterno a sinistra e ad aiutare la squadra in difesa. Ne sono felice".

Per gennaio si parla di squadre di Serie B interessate, ma tu finisci la stagione in Primavera?
"Non so, io penso a dare il massimo qui".

Ma il campionato Primavera ti stimola o ti senti già pronto al salto nel calcio dei big?
"Questa non è una mia decisione. Io gioco nella Primavera, voglio fare il massimo dove sono, sia la Primavera o un'altra squadra".

Chi dei tuoi compagni può compiere questo salto, a parer tuo?
"Non posso dare nomi, non sono un allenatore. Ma mi alleno con loro e spero che tanti di loro possano arrivare ad alti livelli".

Prevedi almeno un trofeo a fine stagione? 
"Secondo me siamo forti, non possiamo sbagliare niente. Speriamo di vincere lo scudetto e tutto quello per il quale lottiamo" 

Sezione: Esclusive / Data: Ven 05 dicembre 2014 alle 18:10
Autore: Luca Pessina / Twitter: @LucaPess90
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