Arcigno difensore, storico Capitano della Costa d’Avorio. Cyril Domoraud all’Inter, causa infortuni, ha vissuto una stagione non semplice. Ma nulla in confronto a quando venne rinchiuso, insieme ai suoi compagni di Nazionale, in una sorta di carcere militare dopo l’eliminazione alle qualificazioni subite. Tra ricordi, aneddoti e un presente poliedrico, ecco in esclusiva il pensiero dell’ex calciatore.

Di che cosa si occupa adesso?
“Sono il Presidente dell’associazione dei calciatori della Costa D’Avorio. Ho creato un’accademia di giovani calciatori locali. E mi occupo anche di affari nel ramo immobiliare”.

Cosa ricorda dell’approdo all’Inter?
“Per me è stata una grande gioia firmare per i nerazzurri. C’era un allenatore top come mister Lippi, che aveva avallato il mio acquisto. Sono arrivato con tanta voglia di fare bene, peccato che mi sia fatto male durante il precampionato e che la pubalgia abbia condizionato la stagione. Avrei voluto lasciare un segno: per i tifosi e per l’allenatore”.

La rosa era di assoluto livello.
“Ho giocato con tantissimi campioni. Per me è stata una soddisfazione enorme e resterà un grande privilegio anche solo essersi allenati con loro. Blanc era uno dei migliori difensori del mondo, Ronaldo semplicemente il Fenomeno. Baggio un qualcosa di strepitoso, come Zanetti. Vieri era fortissimo”.

Come giudica quella stagione?
“Siamo arrivati quarti in campionato. Avremmo voluto vincere lo Scudetto, ma alla fine battemmo il Parma nello spareggio per la qualificazione alla Champions League. E questo fu positivo. Peccato però perché perdemmo pure la finale di Coppa Italia contro la Lazio. Sa, Ronaldo era stato fuori a lungo e non lo vedemmo quasi mai in coppia con Vieri, anche perché pure Bobo era out”.

Pensa che Vieri-Ronaldo sarebbero potuti essere una delle coppie più forti della storia?
“Certo, erano due mostri. E formavano un attacco di altissimo livello”.

Lei venne schierato titolare nella finalissima di Coppa Italia.
“Sì, al ritorno finì 0-0, dopo il 2-1 dell’andata per la Lazio. Recoba prese un palo alla fine della partita, sarebbe stato un trofeo importante, quello che avrebbe potuto aprire un ciclo. Stagione maledetta? Eh un po’ sì…”.

La dimostrazione che Lippi puntasse su di lei.
“Credeva molto in me, mi spiace sia stata una stagione difficile”.

Che rapporto aveva con West?
“Con Taribo eravamo molto amici. Mi spronava sempre a dare il massimo e non mollare. Mi trattava come un fratello e mi esortava a pregare con lui ad Appiano Gentile”.

A tal proposito una volta Lippi disse che West che gli aveva chiesto di giocare perché era stato Dio a suggerirlo. Ma il mister italiano rispose che a lui Dio non aveva riferito nulla. Anche lei ha vissuto un aneddoto simile?
“No, nemmeno a me aveva detto nulla (ride, ndr).

Chi altro le fu vicino all’Inter?
“Oriali è stata una persona splendida con me. Mi parlava, mi dava consigli, mi supportava. Dopo la partita col Parma mi disse: ‘Tu resti e vedrai che farai bene’. Peccato poi per l’ennesimo infortunio”.

Alcuni non danno troppo peso all’operato di Oriali.
“Il suo lavoro è fondamentale. Stava con noi giocatori e parlava col mister Lippi. Era una sorta di tramite, che dava sempre una mano quando serviva. Si vede che ora è tornato. Ora lavora con Conte e l’Inter va bene. Sicuramente è pure per merito suo”.

Cosa pensa dell’Inter attuale?
“Una grande squadra. I nerazzurri sono comunque rimasti nel mio cuore. Mi è piaciuto essere calciatore dell’Inter nonostante non abbia giocato tanto. Parliamo dell’unica squadra mai stata in Serie B. Spero un giorno di tornare in Italia per vedere una partita dell’Inter e chi lo sa, magari proporrò anche qualche giocatore della mia accademia”.

Ma è vero che nel 2000, dopo una sconfitta con la Costa d’Avorio, lei e i suoi compagni di squadra veniste rinchiusi per punizione in una sorta di carcere militare?
“Sì, è vero".

Immagino sia stata dura...
"Diciamo che non è stato semplice per la forma, ecco”.

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Sezione: Esclusive / Data: Lun 05 aprile 2021 alle 09:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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