A occhi esterni e malfidanti le scelte di formazione di Simone Inzaghi per la partita contro il Bayern potrebbero sembrare punitive dopo la scialba prestazione nel derby. In effetti, lasciar fuori gente come Nicolò Barella, Stefan de Vrij e Samir Handanovica naso è la naturale conseguenza di quanto visto sabato scorso nella stracittadina. Oppure, semplicemente, l'allenatore li ha visti troppo scarichi per potersi sobbarcare la pressione psicofisica di un esordio di Champions talmente impegnativo, almeno dall'inizio. Sorprende soprattutto l'avvicendamento in porta, reclamato a furor di popolo dalla tifoseria nerazzurra e consigliato da molti opinionisti. Scelta coraggiosa, considerando la personalità e la popolarità di cui Handanovic gode nello spogliatoio, in virtù anche di quella fascia consegnatagli dopo la degradazione di Icardi il 13 febbraio 2019. Ma dopotutto, si dirà, il camerunese è arrivato per fare concorrenza allo sloveno, non per guardarlo dalla panchina. E ieri contro il Bayern, svarione pagliucano a parte, ha mostrato anche perché.
Se le scelte di formazione hanno fatto notizia, di certo non l'ha fatta l'andamento della partita. Clima da Champions, entusiasmo, invasione di tifosi rossi, bel clima. Ma sul rettangolo di gioco le premesse hanno trovato conferma: la squadra di Nagelsmann è oggi di un altro livello rispetto ai nerazzurri, che già non è che vivano un periodo semplice e sono persino privi del loro go to guy, Romelu Lukaku. Sfida impari, tra un undici con idee chiare e l'ossessione di mantenere il pallino del gioco a tutti i costi e un altro che sceglie di andare contro la propria natura, abbassando il baricentro e puntando sugli strappi per andare in contropiede alla ricerca di magagne tattiche avversarie. Canovaccio prevedibile, Il Bayern non è avversario che puoi affrontare sul suo campo con pressing alto, giropalla estenuante e ricerca degli offensivi in modo rapido, a maggior ragione quando vieni da un pesante scivolone che ti ha tolto certezze e decidi di provare giocatori 'nuovi'. Eppure l'Inter ha tenuto bene il campo, lasciando l'iniziativa al Bayern senza tuttavia rinunciare a offendere. Un baricentro più basso e una squadra più compatta hanno complicato le idee bavaresi, peccato che paradossalmente Onana, fino a quel momento stimolato e stimolante, debba inchinarsi a Sané dopo l'unico vero errore di posizionamento difensivo, una linea tenuta troppo bassa da D'Ambrosio (da apprezzare comunque l'aggancio maestoso del nazionale tedesco).
Nella ripresa diventa ancora più evidente il gap tra le due squadre: i nerazzurri entrano con il piglio giusto, per un quarto d'ora costringono il Bayern sulla difensiva, creando anche i presupposti per far male. Avvio incoraggiante che, come spesso accade non produce nulla di concreto e alla lunga si rivela un boomerang: dopo quello sprint, infatti, l'Inter perde brillantezza, le gambe di quasi tutti diventano più pesanti e l'ossigeno arriva in piccole dosi al cervello. Una situazione che Inzaghi legge in colpevole ritardo (cambi tardivi...) e in cui un avversario di questa caratura si getta a capofitto, trovando in modo rocambolesco ma anche spettacolare il secondo gol. Praticamente, il punto sulla contesa. E ti accorgi che ancora una volta, contro una big d'Europa, pur facendo anche cose buone ti ritrovi sconfitto senza neanche troppo impegno dall'altra parte. Nelle recenti sfide al Meazza contro il Real Madrid e il Liverpool i nerazzurri hanno anche giocato meglio, ma il conto è sempre stato salato. Chissà se anche l'Inter, un giorno, raggiungerà questo livello di consapevolezza. Per cui, nota di cronaca, servirebbe anche costruire rose complete e all'altezza piuttosto che pensare di smantellarle...
Cosa resta dunque di questo esordio nerazzurro nel girone dantesco di Champions League? Sicuramente la consapevolezza di non potersela giocare contro il Bayern per la qualificazione, ma di dover puntare le proprie fiches contro il Barcellona. In secondo luogo, lo scossone dato da Inzaghi nell'undici titolare, perché evidentemente è finito il tempo delle gerarchie a prescindere dalla condizione psicofisica. Chi è stato fuori ieri probabilmente tornerà sabato contro il Torino, ma nessuno deve essere certo del posto fisso. Per qualcuno sarà controproducente, e lo sarebbe in un gruppo immaturo dove ognuno pensa più alla pagella e ai propri numeri che al bene della squadra. Ma questa Inter, questo spogliatoio, rimanendo unito anche nella tempesta del mercato, ha mostrato attaccamento ai colori e alla maglia. E non sarà qualche panchina inaspettata a sgretolarlo. Avanti in questa direzione, e incrociamo le dita.
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 11:14 GdS - Atta salta il Como. Vanoli spera di riaverlo contro l'Inter
- 11:01 Capello: "Inter, condizione fisica preoccupante. Il quarto gol..."
- 10:47 Di Canio: "Nell'Inter non ci sono fenomeni, ma solo giocatori molto forti"
- 10:34 Minuto 56, turning point di Inter-Brugge. Thuram e Dimarco già festeggiavano
- 10:20 CdS - Che Massolin contro la Juventus: la mossa a sorpresa funziona. E ora...
- 10:06 CdS - Beltran, si fa avanti la Fiorentina: primi contatti per il portiere del River
- 09:52 Qui Bologna - Niente Orsolini con l'Inter, ma Palladino potrebbe recuperare un altro esterno
- 09:38 GdS - Inter-Club Brugge sul podio dei peggiori ko europei. Ed è la prima volta che...
- 09:24 CdS - Lautaro, serata in chiaroscuro: doppietta ma anche un brutto errore
- 09:10 GdS - Dominante in Italia, disastrosa in Europa: che differenza con l'Inter di Inzaghi
- 08:56 Pagelle TS - Zielinski, un minuto da horror. Male anche Spence da subentrato
- 08:42 GdS - Pepo Martinez solleva domande: è davvero il momento di Provedel?
- 08:28 Pagelle CdS - Per Lautaro soltanto un 6. Si salva anche Diouf
- 08:14 Pagelle GdS - Akanji arranca svuotato. Bonny reclama spazio
- 08:00 Sommer, altro che turista. Tresoldi è la nuova patch milanista
- 00:05 Brugge, Leko in conferenza: "Vorrei altri Sommer. Vincere a San Siro il momento più bello in carriera"
- 00:00 I numeri restano lì. Bisogna capire il proprio status
- 23:58 Bisseck a ITV: "Non si possono prendere quattro gol in Champions, ti ammazza"
- 23:55 Chivu in conferenza: "Sindrome Champions? Non c'è una spiegazione, ma non significa che siamo più scarsi"
- 23:55 videoInter-Club Brugge 3-4, Tramontana: "Inter da oratorio! Un disastro, non si può perdere la testa così"
- 23:54 Chivu a Sky: "Dobbiamo imparare a capire i momenti della partita. Dopo l'1-2 siamo andati fuori giri"
- 23:50 Inter-Club Brugge, la moviola - Tanti gol e pochi episodi dubbi a San Siro
- 23:45 Diouf a ITV: "Ci è mancato equilibrio nelle due fasi, dobbiamo fare meglio"
- 23:40 Chivu a ITV: "Non è una gara da squadra ambiziosa, dobbiamo fare meglio"
- 23:36 Tresoldi a Sky: "Sapevamo di poter sfruttare gli errori dell'Inter, forse stavamo meglio. La Nazionale..."
- 23:33 Bonny a ITV: "Brutta sconfitta, dobbiamo analizzare e reagire subito"
- 23:18 videoBonny in mixed: "Qualificazione? Possiamo vincere contro tutti. Nel calcio vince chi fa un gol in più"
- 23:08 Champions League, i risultati della seconda giornata
- 23:02 Inter-Club Brugge, chi è stato il migliore? Cliccate e votate
- 23:02 Champions? Opera da... Tresoldi: folle 4-3, il Club Brugge affonda l'Inter
- 22:57 Inter-Club Brugge, Fischio Finale - Champions, il sogno è di Tresoldi. Zero punti in tasca per Chivu
- 22:57 Inter-Club Brugge, le pagelle - Akanji replica il Bodo, Diouf si prende responsabilità
- 22:55 In DIRETTA con il POST PARTITA di INTER-CLUB BRUGGE. COLLEGAMENTO LIVE da SAN SIRO
- 22:00 Inter-Club Brugge, che colpo d'occhio! presenti circa 74 mila spettatori
- 20:30 Chivu a Sky: "I ragazzi devono divertirsi. Questo trofeo non dà garanzie"
- 20:25 Marotta a Sky: "Sarà importante approfittare delle gare casalinghe. Sul sogno Champions..."
- 19:52 Martinez a ITV: "Dobbiamo partire subito forte, abbiamo buone possibilità"
- 19:37 Mourinho in conferenza: "Roma e Inter le più forti, non devo dirlo io"
- 19:14 Mourinho sfida la Roma: "Avversari, ma non saremo mai nemici"
- 18:59 Alessio: "La rosa migliore ce l'ha l'Inter, ma vincere non è mai facile"
- 18:44 Colpaccio di Netflix: si aggiudica i diritti per i Mondiali 2030 in Spagna
- 18:29 Boniek: "Inter forte e completa, ma la Roma deve farsi trovare pronta"
- 18:15 Polli: "Il gol in azzurro lo dedico a me. Infortuni? Grazie all'Inter..."
- 18:02 Galli: "Darmian, professionalità ed esperienza: sarà un punto di riferimento per il Bologna"
- 17:48 Trevisani: "L'Inter se vuole fa 100 punti. Nessun'altra ci riuscirebbe"
- 17:40 Youth League - Inter-Club Brugge, gli Up&Down: La Torre dà ordine, Mackiewicz e Breda solidità
- 17:34 Giugliano-Inter U23, le pagelle: Zuberek game changer, Kaczmarski si rimbocca le maniche
- 17:24 videoInter-Club Brugge 1-1, Bigica: "C'è rammarico, ma passi in avanti dopo il Como"
- 17:20 Mauro: "L'Inter in A può avere solo un problema. La Lazio non è una rivale"
- 17:06 Ganz: "Per lo Scudetto in questo momento c'è anche la Lazio"
- 16:56 Youth League - L'Inter la sblocca dopo pochi secondi, il Brugge pareggia nel finale: è 1-1
- 16:51 Emanuele Filiberto: "Savoia, la vittoria sull'Inter U23 una gioia immensa"
- 16:44 L'Inter cala il poker a Giugliano: Mosconi e Zuberek le mosse decisive
- 16:37 Bonolis: "Inter da Triplete? La rosa c'è, ma è un terno al lotto. Vedremo"
- 16:23 Gasperini: "Cosa invidio a Mourinho? E' bravissimo a farsi comprare i giocatori"
- 16:08 Inter-Club Brugge, servizio extra di ATM: M1 e M5 chiudono più tardi
- 15:53 A Marotta il 'Premio Volti della Metropoli': "La passione mi ha portato a vincere e a crescere come uomo"
- 15:38 Giudice sportivo: un turno di squalifica a Malen. Stessa sanzione per Spalletti e Pisacane
- 15:24 Bologna-Inter, tutto esaurito già scritto: restano in vendita pochi biglietti
- 15:10 Qui Bologna - Orsolini, gli esami confermano: out 3 settimane. Odgaard in gruppo
- 15:00 Gabbia, infortunio serio: il difensore tornerà solo nel 2027
- 14:50 Il Secondo Anello Verde Milano non arretra: "Giù le mani da San Siro"
- 14:42 Bonazzoli: "Mi sono sempre preso le mie responsabilità, ho fatto il mio dovere"
- 14:28 Feyenoord-Inter, da domani via alla vendita dei biglietti per il settore ospiti
- 14:15 The Times - Uno stipendio non dichiarato mette nei guai Infantino
- 14:02 Gasperini: "Real? Abbiamo affrontato Inter e Como, tra le migliori d'Italia. Ora..."
- 13:47 Bologna, guaio Palladino: Orsolini rischia tre settimane di stop
- 13:33 Le Bihan: "Ammiravo Zidane e sono cresciuta con i video del Fenomeno"
- 13:25 Marotta: "Rispetto per il Brugge, ma vogliamo un risultato positivo"
- 13:19 Alessandro Albiero nuovo senior director sports di WPP Media Italy


