Si ricomincia da Nicola Berti. Fu proprio lui, il centrocampista tanto amato dalla tifoseria interista, a decidere quello che fu l’ultimo storico precedente tra Pisa e Inter all’Arena Garibaldi in Serie A. Era la 23esima giornata del campionato 1990-1991 e fu una partita che la squadra arrivata all’ultimo anno della gestione di Giovanni Trapattoni portò a casa in una maniera un po’ bizzarra: rischiando nel primo tempo di prendere un gol… dall’arbitro Pierluigi Pairetto che si frappose col corpo alla conclusione di Davide Lucarelli mandando la palla poco sopra la traversa e poi, dopo la rete del vantaggio, chiudendosi e soffrendo di fronte agli attacchi degli avversari che trovarono pure il pareggio con Henrik Larsen, annullato per fuorigioco. Vittoria sofferta, col vulcanico presidente del Pisa Romeo Anconetani, uno che quando c’era da dirle non le mandava a dire senza guardare in faccia nessuno, che si disse comunque soddisfatto al punto da dichiarare a tutti i cronisti di aver riconosciuto il premio partita ai suoi giocatori.
Anconetani, figura indimenticabile di un’epoca d’oro, personaggio che chissà cosa avrebbe detto dell’avvento dei proprietari stranieri nel calcio italiano che ha coinvolto anche quella che era la sua amata creatura, che grazie a lui ha conosciuto momenti esaltanti fino al maledetto spareggio di Salerno contro l’Acireale nel 1993 e alla discesa agli inferi, un calvario chiuso con il ritorno nel paradiso della massima serie dello scorso maggio. Il Pisa riaccoglie questo pomeriggio l’Inter, la squadra in omaggio alla quale, in un giorno di aprile del 1910, decise di cambiare i propri colori sociali passando dal biancorosso del gonfalone comunale al nero e azzurro. E lo fa in un momento particolarmente felice a livello di risultati: imbattuta da sei partite, con una vittoria e cinque pareggi che solo il gol beffardo di Kristian Thorstvedt nel recupero del match di lunedì contro il Sassuolo ha impedito di diventare ancora più florido di punti.
Dall’altro lato, però, ci sarà un’Inter indubbiamente ferita dalla settimana infernale appena vissuta. Il ritorno dalla pausa per gli impegni delle Nazionali non poteva essere indubbiamente peggiore, per i risultati e non solo: brucia aver dovuto incassare un’altra sconfitta nel derby contro il Milan, che dopo la nefasta era Pioli ha riportato dalla propria parte l’ago della bilancia della stracittadina; e brucia aver lasciato i primi punti nel cammino europeo uscendo con le pive nel sacco dal Riyadh Air Metropolitano di Madrid per mano dell’Atletico Madrid di Diego Simeone. Ma ciò che brucia maggiormente sulla pelle è il modo in cui sono maturati questi due inciampi, la sfida di San Siro sfuggita di mano a causa di un tiro nemmeno troppo pulito che Yann Sommer devia in modo incerto consegnandolo praticamente all’accorrente Christian Pulisic che forse nemmeno si immaginava cotanta grazia oppure il beffardo terzo tempo di José Maria Gimenez che fa valere il contrappasso della Garra Charrua punendo una difesa su calcio piazzato che proprio nel momento meno opportuno ha deciso di smettere di funzionare.
E brucia chiaramente vedere come intorno all’Inter si siano clamorosamente ribaltati i giudizi, in base al principio del risultato come motore principale di tutto: non basta, o meglio, basta finché è lecito, parlare di un’Inter che paga più del dovuto i suoi pochi errori, che crea, fa gioco ma non concretizza quanto dovrebbe e quanto fosse meriterebbe. E non regge del tutto come alibi il fatto che anche con quattro sconfitte in campionato dopo appena 12 giornate, una zavorra sicuramente pesante, l’Inter rimane pienamente agganciata all’affollatissimo treno di vertice. No, in men che non si dica la squadra di Cristian Chivu è stata travolta da una serie di commenti più acidi che critici, anche da parte di quello che si potrebbe catalogare come fuoco amico. E chi sembrava un calciatore ritrovato di colpo non riesce a segnare più solo perché ha sbagliato un rigore, fatto più unico che raro; gli attaccanti non segnano più, ci sono casi sparsi a macchia di leopardo e via cantando.
Dei tanti capi d’accusa emersi in questi giorni, quello forse più legittimo e quello che guarda caso è maggiormente sostenuto dai fatti: l’Inter pende troppo a sinistra. E lo fa specialmente da quando si è fermato Denzel Dumfries per via dell’infortunio accusato durante la partita contro la Lazio. Una cosa che sembrava di lieve entità e che invece sta costringendo il terzino neerlandese ad uno stop fastidiosamente lungo (va detto, non è la prima volta che in casa Inter si verifica questo gap comunicativo tra prime impressioni ed effettivo danno accusato da un calciatore). Con Chivu che da questo punto di vista lamenta una coperta un po’ corta: schierato come alternativa un Carlos Augusto che fa quel che può ma perde molto potenziale passando da una corsia all’altra, con Matteo Darmian ancora indisponibile e un Luis Henrique che non gode pienamente della fiducia del tecnico, nel derby abbiamo visto all’improvviso Andy Diouf schierato nel disperato assalto finale in quella posizione a lui potenzialmente ignota ma nella quale è riuscito a creare più potenziali pericoli lui in pochi minuti che l’ex Monza in tutto l’incontro.
E poi sì, c’è quel problema a quanto pare diventato cronico: l’Inter non riesce più a vincere gli scontri contro le sue ‘pari-grado’. O meglio, poche volte le è riuscito ultimamente di imporsi contro le squadre che la precedono o seguono direttamente in classifica. L’unico scalpo di prestigio ottenuto da Chivu in questa stagione è stato quello della Roma, per il resto solo bocconi più o meno amari che però bisogna vedere in che modo si è costretti ogni volta a mandare giù. Quello contro il Pisa di questo pomeriggio, nella cornice di uno stadio intarsiato in uno dei contorni più suggestivi al mondo, con il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Piazza dei Miracoli, detta anche la torre pendente, a stagliarsi non troppo lontana all’orizzonte, non sarà uno scontro diretto ma è comunque uno scontro da prendere con tutte le cautele del caso considerato il buon momento di forma della squadra di Alberto Gilardino. E considerato anche il fatto che sarà propedeutico ad un altro doppio confronto da brividi (anticipato dal debutto in Coppa Italia col Venezia), da affrontare sempre in casa, prima contro il Como delle meraviglie di Cesc Fabregas (dove vedere italiani in campo è un miraggio ma ormai non sembra più essere un problema come tanti anni fa) poi contro un Liverpool che sta vivendo un momento nerissimo e dove il tecnico Arne Slot si gioca le ultime chance di permanenza sulla panchina.
Sarà quindi importante tornare a casa con un successo, anche per rispondere a Milan e Juventus che hanno vinto di misura i loro impegni. Ed evitare che a pendere non sia solo la torre di Pisa, ma anche i giudizi e le prospettive dell’Inter verso pieghe ancora meno gradevoli.
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 00:04 Il Parma vuole Carboni a titolo definitivo: via ai dialoghi con l'Inter
- 00:00 Palestra e Nico Paz. Tanti paletti, nessun colpevole
- 23:53 CSKA Sofia, a Sensi la 8 che fu di Stoichkov: "Un onore indossarla"
- 23:38 Denzel Dumfries, un padre modello: "Per i miei figli faccio di tutto"
- 23:23 Ciao Palestra, l'Inter cerca un esterno. Khalaili la nuova idea
- 23:20 Nico Paz, pressing a distanza su Suwarso e Fabregas per restare al Como
- 23:05 Entra in scena anche Dembélé: tripletta nel 4-1 della Francia alla Norvegia
- 22:55 Romano: "L'Inter farà 4-5 acquisti. Ma andranno cambiati gli obiettivi"
- 22:40 Malagò chiarisce: "Top player e non stadi? Io parlavo degli anni '90"
- 22:25 C'è Paesi Bassi-Marocco, Dumfries: "Si potrebbe definire un derby"
- 22:10 Malagò incontra Abodi: sul tavolo la revisione del Decreto Dignità
- 21:55 CONI, approvata la riforma della giustizia sportiva: i punti chiave
- 21:40 Giacomo De Pieri ha il suo nuovo club: accordo trovato con l'Ascoli
- 21:25 Bookies - Roma, cercasi plusvalenze: N'Dicka e Koné i favoriti
- 21:10 Rapporto SIAE - Il calcio domina tra gli italiani per lo sport dal vivo
- 20:57 Asado 'istituzionale' per l'Argentina: il presidente Tapia con Lautaro
- 20:42 Croazia, Dalic prepara diversi cambi per il Ghana: Sucic tornerà titolare
- 20:27 Milan, Cardinale lancia la sfida alle big: "Vogliamo giocare per vincere"
- 20:12 Semplici: "Palestra? L'avrei visto volentieri all'Inter. Lì poteva esaltarsi"
- 19:58 Mondiale per Club, nel 2029 si cambia? Verso l'ampliamento a 48 squadre
- 19:44 Norvegia-Francia, Thuram è in panchina. Così come Haaland
- 19:29 De Vrij-Panathinaikos, accordo raggiunto: il difensore sarà lunedì ad Atene
- 19:15 Il Mattino - Marotta spingerebbe per Conte CT: il motivo
- 19:00 Rivivi la diretta! Il COMO compra NICO PAZ, OAKTREE se ci sei BATTI un COLPO. ALZARE L'ASTICELLA senza SUPER COLPI?
- 18:57 Mourinho: "Eto'o terzino miracolo mio? No, lui voleva battere il Barça"
- 18:43 Topalovic carta per monetizzare. Ma nel mentre andrà in ritiro con Chivu
- 18:29 Braglia: "Nico Paz? Certe cifre in Italia può spenderle solo il Como"
- 18:14 UFFICIALE - Milan, Calvelli nuovo CEO: "Il mandato ricevuto da Cardinale è chiaro"
- 18:00 Primavera 1, ufficializzato il calendario: per l'Inter esordio con il Genoa
- 17:46 Svizzera, Yakin: "Possiamo giocarcela con qualsiasi avversario"
- 17:31 Gol dell'anno in Serie A, 5 candidature: Calhanoglu sfida Zielinski
- 17:17 Cocchi, Pisa in vantaggio sul Catanzaro. Ma l'Inter non ha ancora deciso
- 17:04 Corriere Adriatico - De Pieri obiettivo vero dell'Ascoli: il punto
- 16:49 Nico Paz, è stato bello sognare. Ma adesso sotto con le cose serie
- 16:35 Touré resta un nome per l'Inter. Ma ancora nessuna offerta al Pisa
- 16:23 Mirabelli esalta Calhanoglu: "Uno dei migliori in Europa". Poi un retroscena
- 16:10 La Repubblica - L'Inter può tornare su una 'vecchia' idea se salta Solet
- 15:56 Trotta: "L'aspetto economico pesa, ma Palestra doveva scegliere l'Inter"
- 15:44 Turchia-USA 3-2, Montella commosso: "Abbiamo dimostrato un'anima"
- 15:30 Le notizie principali e tutti gli approfondimenti sul tuo telefono: iscriviti al canale WhatsApp di FcInterNews
- 15:10 Romano: "Nico Paz resta al Como: affare fatto. I dettagli economici"
- 14:56 Giappone, Yuto Nagatomo fa la storia del calcio asiatico
- 14:42 Bild - Stones suggestione a parametro zero: possibile Akanji-bis?
- 14:28 UFFICIALE - Il Gruppo Fininvest cede la quota residua del Monza ed esce dal calcio
- 14:14 Blitz del Como: sfrutta la prelazione e va a riprendersi Nico Paz dal Real
- 14:01 Riflessioni in casa Como: si ragiona sull'investimento per Nico Paz
- 13:48 Sommer: "Stagione lunga e bella con l'Inter, il percorso mi ha dato tanto"
- 13:35 Nico Paz vuole restare al Como. Ma sa che non dipende più da lui
- 13:21 Anderson al City, il Nottingham sceglie: Frattesi e altri due in lista
- 13:07 Giordania-Argentina, Nico Paz titolare con Alvarez. Lautaro in panchina
- 12:55 Il futuro di Nico Paz e il dettaglio misterioso durante il Mondiale
- 12:44 Francia, Stéphan: "Lieve infortunio al polpaccio per Thuram"
- 12:41 Il Messaggero - Provedel, ecco perché la trattativa è bloccata
- 12:28 Bonny: "Sono contento per il rinnovo di Chivu". Poi scherza sui titoli vinti
- 12:15 AS - Real, Bastoni prima opzione per la difesa. La chiave è Nico Paz?
- 12:00 video"PAZ VUOLE L'INTER", "INTER IN POLE": cosa sappiamo oggi di NICO PAZ e di cosa vuole fare l'INTER
- 11:49 L'Inter blinda Peletti: oggi la firma del rinnovo
- 11:36 Inter Women, il programma dell'estate: tre amichevoli in agenda
- 11:24 Ronaldo elogia Cunha: "L'ultima volta che un 9 ha festeggiato così..."
- 11:12 Il Messaggero - Nico Paz, in casa Inter si teme un'altra beffa inglese
- 10:59 La Nazione - Futuro di Dodò, torna di moda l'Inter
- 10:46 Il Messaggero Veneto - Zaniolo, ci pensa il Como: può essere il sostituto di Paz
- 10:32 Corsera - Nico Paz, l'Inter punta su due fattori. Ma c'è sempre la Premier
- 10:18 La Repubblica - Paz-Inter, c'è lo stesso rischio di Palestra. Due nomi per la fascia destra
- 10:04 Blanc: "Arrabbiato per l'assenza dell'Italia al Mondiale. Tornerei in A perché..."
- 09:50 TS - Argentina senza Messi e Lautaro con la Giordania: chance per Nico Paz
- 09:36 GdS - Tre Inter possibili con Nico Paz: chi lascia il posto all'argentino?
- 09:22 TS - Nico Paz, Bastoni non entrerà nell'affare. Operazione alla Brahim Diaz?
- 09:08 Nico Paz, occhio al Como: non è ancora fuori dalla corsa
- 08:54 TS - Inter, ipotesi Molina: i costi. Da Giay a Kayode, tutte le alternative


