"Davvero ne avevamo vinte così tante? Non me lo ricordavo proprio". Arrigo Sacchi commenta con queste parole il sorpasso sul suo Milan della stagione 1989/90 da parte dell'Inter di Antonio Conte, ora ad undici vittorie consecutive nel girone di ritorno contro le dieci dei rossoneri: "Però c’è da dire che quel campionato era molto più difficile di quello attuale: i valori tecnici erano decisamente più elevati - sottolinea a La Gazzetta dello Sport -. Comunque complimenti all’Inter, e complimenti a Conte: sono un estimatore di Antonio, gli voglio davvero bene, però…".

C’è un però…
"Sì, vorrei che facesse ancora di più perché so che lui lo può fare. Mi spiego meglio: in lui rivedo cose che mi appartengono, ad esempio l’amore per il lavoro, la riconoscenza verso chi ti ha dato un’opportunità, la passione totale. Lo stimo così tanto che gli chiedo di più".

Che cosa in particolare?
"Io considero questo scudetto già vinto, sto già pensando al futuro. Lui ha le qualità per superare l’esame dell’Europa e del mondo. Sta facendo un capolavoro, ha dato mentalità vincente a una squadra che non vinceva da tanti anni, ha trasmesso valori morali a tutto il gruppo, sul piano tecnico ha portato una copertura difensiva impeccabile, fulminanti ripartenze, una buona organizzazione tra i reparti. Ora serve un salto di qualità, perché ci sono vittorie che vanno sugli almanacchi e vittorie che restano nella memoria della gente. Ecco, Conte può regalare emozioni che restano nella memoria. E’ ancora una via di mezzo tra un allenatore stratega e un allenatore tattico, ma può essere soltanto stratega: ha sensibilità quando allena, sa correggere gli errori, sa dialogare, capisce le situazioni di gioco. Io dico che può entrare nella storia".

Sezione: Copertina / Data: Lun 12 aprile 2021 alle 20:04 / Fonte: Gazzetta.it
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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