Ospite negli studi di Tyc Sports, nel corso della trasmissione 'Estudio Futbol’, l'ex interista Diego Alberto Milito ha tessuto ancora una volta le lodi di José Mourinho, parlandone in questi termini: "E' un tecnico bravissimo, lo dice il suo curriculum: ha vinto ovunque sia stato ed è superpreparato. E' un gran gestore del gruppo, caratteristica che lo rende speciale: riesce a tirare fuori da ogni giocatore il 100%. E credo che questa sia la sua grande virtù. Con lui, inoltre, ti puoi confrontare serenamente e per farvi capire vi faccio un esempio pratico: Sneijder, un giocatore fondamentale per noi, ad un certo punto stava vivendo una situazione familiare difficile. Perciò, quando c’era la possibilità di concedergli un giorno libero, José gli permetteva di lasciare l'allenamento". 



Si passa, poi, alla rievocazione di Barcellona-Inter del 2010, la gara che permise ai nerazzurri di accedere alla finale di Madrid con il Bayern Monaco: "Fu una partita particolare, un match che aveva un significato speciale per tutto quello che rappresentava, perché avevamo un vantaggio da difendere e ci eravamo preparati per farlo in questo modo. Giocare su quel campo (Camp Nou ndr) è complicatissimo in 11 contro 11, immaginatevi in inferiorità numerica, in 10 contro 11. Era una semifinale di ritorno, con due gol di differenza da difendere, contro il miglior Barcellona della storia, ad un passo da una finale dopo 45 anni dall’ultima vittoria dell’Inter. Inoltre quella sera non potè giocare Pandev, e quindi l'allenatore fu costretto a fare un cambio negli spogliatoi, e dopo pochissimi minuti ti ritrovi a giocare in uno in meno. Senza dubbio è stata la partita più sofferta della mia vita. All’ultimo minuto gli annullarono un gol (Bojan ndr), per un fallo di mano (Touré ndr) che generò qualche dubbio. Io dico sempre che la qualificazione ce la siamo conquistata a Milano, con un mio gol, uno Maicon e uno Sneijder. Noi lì abbiamo passato il turno, andando pure sotto con il gol di Pedro". 

Sezione: Copertina / Data: Ven 21 ottobre 2016 alle 13:39
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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